Masca – Un Trekking nel paradiso terrestre

Foto di Luigi Prosperi
Foto di Luigi Prosperi

Masca – Tenerife – Un Trekking nel paradiso terrestre

Barranco di Masca, ad un passo dal paradiso

Per chi non conosce il barranco di Masca spiego che è una delle località più selvagge e più panoramiche del sud di Tenerife. Situato tra Los Gigantes sul mare e il paese Masca sulla montagna (la Machu Picchu di Tenerife) questo barranco (canyon) scende vertiginosamente da 600 metri s.l.m. fino ad arrivare all’oceano, passando tra profonde gole, ricoperte di flora lussureggiante. Questo percorso che in genere si percorre in 3 ore di cammino finisce in questa baia proprio tra il faro del Teno e le scogliere di Los Gigantes, decisamente difficoltoso il ritorno, per cui tenete bene a mente che una volta giunti al mare dovrete tornare indietro (e il viaggio di ritorno richiederà molto più tempo e un fisico ben allenato) oppure potrete prendere una barca che vi condurrà dalla costa al vicino villaggio di Los Gigantes, per poi risalire (se dovete prendere la vettura) fino a Masca con l’autobus. Paesaggi da sogno per fare foto e per chi ama la natura.

Partenza da Adeje con un gruppo di 8 amici tutti italiani DOC, ben indispensabilmente affiatati ma ignorando completamente a cosa si stava andando incontro. Dopo un approssimativo caffè semi espresso, quattro risate tra veri amici, ci incamminiamo lungo il percorso in discesa ben battuto e segnalato… Beh ci siamo detti… è tutto in discesa! Che problema c’è! Zaini in spalla, macchine fotografiche all’occorrenza, acqua e cibo disponibili, pantaloncini corti, magliette e scarpe (ma non sempre da trekking).

Tempo incerto con nuvole un po’ sì, un po’ no, temperatura tendenzialmente a salire. Le prime immagini del luogo ci fanno capire che abbiamo scelto il trekking giusto, infatti sono molto belle. Il percorso sempre in discesa, si percepisce che ci porterà nel fondo del BARRANCO. Dopo il primo percorso sterrato e ben battuto incontriamo i primi massi da attraversare, aspetto insignificante per noi esperti di trekking e avanzando troviamo massi sempre più grandi e molto scivolosi, i più esperti attraversano saltellando, altri preferiscono utilizzare il “deretano”. La vegetazione è sorprendente, piante di fichi d’India, alberi secolari, piante e fiori a noi sconosciuti. Osserviamo con meraviglia l’immensità delle montagne che accompagnano, diciamo… la nostra passeggiata. Sono di tal dimensione che, guardando in alto, quasi ci gira la testa! Proseguiamo il percorso peraltro numerato ogni 100 metri, arrivati al numero dieci pensiamo di essere arrivati, con nostra sorpresa, al contrario concorrenti tedeschi ci informano che dobbiamo avanzare per altri “quarantaquattro”, scoppiamo in una risata collettiva, tra sudore grondante, sete, mentre qualcuno avanza l’idea di un panino. Pertanto prima sosta! Qualche foto collettiva, alcune fotoimmagini del luogo e tra una risata e l’altra ci diciamo di “prendercela con calma”, ci insospettiamo osservando gli stranieri di tutte le età che con bastoni da trekking alla mano, scarponi super carrozzati, scendono veloci e sicuri di fronte a noi, solleviamo le sopracciglia meravigliati!!! Riprendiamo la nostra passeggiata, incontriamo un percorso sempre più difficoltoso, con grandi massi sempre più scivolosi, così scivolosi che qualcuno di noi, senza fare il nome, si abbandona in cadute da record con immancabili ferite superficiali e sanguinamenti da tamponare. I nostri eroi però decidono di proseguire confidando in un miglioramento del tracciato… invece, al numero trenta, incontriamo in alto un percorso strettissimo, felicemente dotato di mancorrente, sopra la montagna molto verticale sotto… lo strapiombo, che più strapiombo non si può. Le vertigini accentuano la loro presenza, ma tutto prosegue fortunatamente bene grazie agli aiutini di altri. Non ci perdiamo d’animo. proseguiamo e con la nostra stanchezza ci consoliamo osservando tutt’intorno la magnificenza e l’immensità delle montagne altissime, con i loro colori, le grotte naturali, le piante naturali che sono cresciute dall’interno delle rocce, il silenzio più totale, solo qualche uccello che “contamina” con la sua presenza. Amici… dire un “vero paradiso terrestre” è dir poco, sinceramente non avevo mai visto niente di simile in vita mia! Proseguiamo il cammino e incontriamo laghetti di acqua trasparente, coloratissimi, anche ponticelli e poi sempre più vegetazione variegata, colori, colori e sempre colori. Se pur stanchissimi, ben ammaccati per le scivolate, le cadute, con poche forze, ci rendiamo conto che questa è “Tenerife”, qui abbiamo trovato una delle tantissime meraviglie dell’isola felice, i nostri occhi diventano lucidi, siamo commossi, stanchi ma tanto tanto felici, solo che i nostri sorrisi si spengono quando uno di noi ci comunica che sono trascorse quattro ore e mezzo dalla partenza… allora scoppiamo in una risata collettiva!!! Ma quanto manca ancora??? Una coppia che arriva spedita ci dice “mezz’ora “. Lui, con pantaloni lunghi e scarpe “tipo festa domenicale”,  Lei, gonna al ginocchio svolazzante e scarpe lussuose con tacco forse 18, ci passano davanti saltellando tra un sasso e l’altro con massima sicurezza e tranquillità. Veramente ci sembra di sognare, ci guardiamo in faccia e scoppiamo in una risata da “pancia per terra”, increduli proseguiamo il cammino convinti che stiamo arrivando, invece non è così! Ancora più di un’ora di cammino, riprendiamo tra una sosta e l’altra all’”autogrill”, ancora qualche caduta, ma sempre accompagnati da un indescrivibile panorama. Osservo un gabbiano in cerca di cibo e meraviglia delle meraviglie… si apre di fronte a noi un palcoscenico di sabbia bianca e oceano blu intenso. Barcollando, a fatica siamo arrivati!!! Una bellissima ragazza ci osserva,  intravede in noi uno stato da semi drogati di canne e correndo ci soccorre portando acqua, zucchero e coca cola. Ah aha ahah… ci dicono che mai nessuno nella storia del trekking a Masca ha mai impiegato “sei ore e mezzo per attraversare IL BARRANCO DI MASCA”, naturalmente ci guardiamo in faccia e un po’ per la vergogna, un po’ per la gioia di aver battuto questo record (peraltro senza coppa), scoppiamo nuovamente in una gran risata e in un salto collettivo di gioia. Ci attende il meritato tuffo nel blu dell’oceano, ristoratore, benefico, in quel momento il “nostro amante preferito”. Dopo un’ora il rientro tramite traghetto, lungo la costa della maestosa montagna LOS GIGANTES scoscesa sull’Oceano Atlantico, scenario fantastico… mentre al largo ci salutano con bellissimi tuffi BALENE E DELFINI. Grazie Tenerife!!!

(A cura redazionale e fotografica di Luigi Prosperi)