Gli albergatori locali calcolano in milioni le perdite a causa della crisi di Orizonia

Il leader degli albergatori calcola in diversi milioni di euro le perdite che dovranno affrontare gli albergatori nelle isole dalla chiusura di uno dei più grandi operatori turistici del paese, che la scorsa settimana ha presentato un fallimento che riguarda più di 4.000 dipendenti.

“Questa è proprio una tragedia e Orizonia si porterà dietro molti cadaveri!” si è sentito dire da un importante leader del settore.

Problemi che non riguardano solo i 500 dipendenti Canari, ma anche i datori di lavoro che hanno assunto e ora non possono rispettare le previsioni. A queste perdite va anche aggiunto il debito che il gruppo ha con gli albergatori, che hanno concesso maggior credito sentendo che Globalia era interessata all’acquisto, ma, decaduto l’accordo, ora si ritrovano con fatture non pagate e con la speranza che altri tour operator ricollochino i clienti, in modo da non perdere le riserve.

E’ preoccupante la situazione del turismo nelle isole perché, al rialzo dei tassi, al fallimento della Spanair, allo sciopero Iberia e agli aumenti delle imposte, si aggiunge ora la scomparsa di un tour operator che farà crollare al minimo il mercato nazionale. Le Canarie sono la comunità più colpita dallo sciopero della compagnia aerea spagnola Iberia, perché già stavano diventando una meta costosa, ma, aggiungendo i problemi di collegamenti con le altre linee, la situazione peggiorerà, perché il turista straniero vuole rilassarsi senza problemi.