Capodogli a rischio di collisioni

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Foto di Gianni Lannes

La popolazione di capodogli a rischio di collisioni con imbarcazioni nelle Isole Canarie

Il numero di capodogli uccisi vicino alle coste Canarie a causa di collisioni con imbarcazioni è simile a quello delle nascite, quindi c’è il rischio che la loro popolazione si riduca. E’ ovvio che nessuno vuole uccidere gli animali, ma si deve parlare di condivisione dello spazio vitale e di fornire soluzioni scientifiche e tecnologiche adeguate. L’animale più colpito dalle collisioni con imbarcazioni è purtroppo il capodoglio, un mammifero molto speciale perché è il più grande cetaceo con i denti esistente, e nel caso dei maschi può raggiungere i 18 metri di lunghezza e 60 tonnellate di peso, e nelle femmine rispettivamente a 12 e 30. La storia di vita del capodoglio è simile a quella dell’essere umano perché, sebbene il maschio sia sessualmente maturo fin da adolescente, non si accoppia con una femmina prima dei 30 anni, e oltretutto le femmine partoriscono solo ogni quattro anni. Un gruppo di ricerca, finanziato da diverse istituzioni dell’Arcipelago, studia cosa si fa in altre parti del mondo, mentre deve tener conto che le acque delle Canarie sono molto profonde, spesso molto più di mille metri. Una delle misure che saranno testate nelle Canarie, e che è accertato funzioni nelle acque norvegesi, è il rilevamento termico degli sbuffi che emettono i cetacei. L’area di studio delle Canarie è compresa nelle dodici miglia marine dalla costa, e vi sono state avvistate circa 1.500 balene distribuite nei vari canali tra le isole, un compito facilitato dalla collaborazione di Fred Olsen, Naviera  Armas e Transmediterranea che hanno permesso l’imbarco libero ai ricercatori. Le concentrazioni più elevate di capodogli sono state rilevate tra Gran Canaria e Tenerife, così come nel nord di La Palma e in zone prossime a Lanzarote e Fuerteventura, la prima delle quali coincide con una zona di forte traffico marittimo.

Le collisioni tra navi e cetacei sono un problema mondiale e la riduzione dei fatti luttuosi richiederà anni, quindi é necessario compiere da subito tutti gli sforzi possibili. Un tecnico del Servizio Biodiversità del Governo delle Isole Canarie ha voluto precisare che, mentre ogni anno, secondo i dati, ci sono 4,79 cetacei morti che hanno una collisione, non significa però che sia sempre stata quella la causa della morte. Quello che è drammaticamente certo e confermato è che di tutti i cetacei trovati morti annualmente nelle acque delle Isole Canarie con segni di aver subito una collisione con una barca quasi la metà sono capodogli. Poi molti animali morti vengono spazzati via dalle correnti marine delle coste Canarie, in modo che il numero effettivo di morti è certamente maggiore. La capacità procreativa è di un animale ogni quattro anni, in modo che il tasso netto di crescita della popolazione è di 1,1% l’anno, proprio come il numero di capodogli con segni che appaiono causati da collisione, per cui la mortalità effettiva possibilmente supera il tasso di riproduzione.

E’ possibile che vicino alle coste delle isole Canarie arrivino capodogli maschi dall’Atlantico e sostituiscano quelli che muoiono, ma risulta che le femmine, che sono fedeli al territorio, muoiano in numero maggiore, e quindi non sono sostituite, e si rischia pertanto che la popolazione venga definitivamente ridotta.

Un vecchio marinaio ha ricordato che anni fa si sono verificati scontri dove rimaneva ferito qualcuno, cosa che ora non accade più a causa della maggior dimensione delle imbarcazioni.

Povere balene…


(dalla Redazione)