Intervista a Riccardo Riccò

Foto di Riccardo Riccò
Foto di Riccardo Riccò

Intervista a Riccardo Riccò

D – Come mai il tuo trasferimento a Tenerife

R – E’ un progetto, quello del cicloturismo, che sto portando avanti, perché vorrei portare la gente ad allenarsi qui, nel senso che mi sto organizzando per offrire un servizio di allenamento per gli abitanti dell’isola, mentre per i turisti e per gli atleti italiani vorrei avviare un servizio di allenamento unito al touring tra i percorsi naturalistici dell’isola che, grazie alle caratteristiche climatiche, fanno di Tenerife il posto ideale per questo tipo di attività.

D – Quindi ritieni che l’opportunità di far scoprire le bellezze naturalistiche e paesaggistiche dell’isola agli italiani, atleti e non in generale, attraverso l’uso della bici, possa dare sviluppo ad un nuovo tipo di turismo

R – Sì, considerando che nei mesi invernali in Italia è impossibile allenarsi, mentre qui sia per il clima, mite per tutto l’anno, che per la morfologia del territorio, che ha permesso di realizzare percorsi perfetti per questo tipo di attività, sono certo che questo tipo di attività possa essere fattibile in quanto, inoltre consentirebbe di abbinare l’attività sportiva con un periodo di vacanza.

D – Quale zona dell’isola, ritieni che sia più adatta alla pratica di questa disciplina


R – Non esiste una zona precisa, diciamo che tutta l’isola è idonea e si presta perfettamente alla pratica del ciclismo, il Sud per il suo paesaggio arido e asciutto e caldo tutto l’anno, il Nord con la sua vegetazione rigogliosa e lussureggiante che incanta e suggestiona, considerando poi che entrambe le zone portano al Teide.

D – Che ne pensi delle cañadas del Teide, che suggestioni ti producono

R – E’ magnifico percorrere in bici la scalata che porta al Teide, lo si raggiunge in media in circa tre ore di pedalata e, una volta arrivati, il paesaggio incanta e ripaga del sudore.

D – Quindi è vero che allenarsi sul Teide, a oltre 2000 metri, è vantaggioso per il metabolismo degli atleti

R – Certo, perché l’alta quota ossigena meglio il sangue e già adesso molti atleti scelgono di allenarsi su al Teide e alloggiare lì presso il rifugio.

D – Alla luce della tua esperienza, quale messaggio daresti agli atleti italiani

R – Il messaggio è semplice: ogni periodo dell’anno, ma soprattutto in inverno, approfittare di quest’isola meravigliosa e di Riccardo Riccò per allenarsi e passare un periodo indimenticabile.

“Durante il percorso di vita, chiunque può commettere degli errori, per questo si paga, duramente ma con dignità, la stessa dignità che non fa perdere l’amore per questo sport e l’entusiasmo di ricominciare, sapendo di poter dare ancora tanto a chi volesse avvicinarsi e praticare questa disciplina”.