Le Isole Selvagge, spagnole o portoghesi?

Foto da madeiraforyou.blogspot.com
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Si parla di un gruppo di tre isole e dodici isolotti situati tra Madeira e le isole Canarie con una superficie di 2,73 chilometri quadrati. Oltre al suo valore naturalistico, questa parte remota dell’oceano è stata e resta protagonista di uno dei meno noti conflitti di “frontiera”, il più spinoso nella storia recente della Spagna.

Anche se erano già apparse su alcune mappe del XIV secolo, il primo a battezzarle “isole selvagge” è stato nel secolo successivo il navigatore portoghese Diogo Gomes. Da allora e per molto tempo dopo, sono state visitate a intermittenza da portoghesi e spagnoli, che le consideravano entrambi come loro, anche se non vi si stabiliva nessuno in modo permanente a causa dell’isolamento e dell’inabitabilità. Dopo vari tentativi falliti da entrambe le parti per cercare di legittimare il possesso del territorio, nel 1939 e approfittando della situazione triste e delicata della Spagna immersa nella guerra civile, il Portogallo ha ottenuto da un’agenzia internazionale un parere a suo favore, che la Spagna non ha mai accettato di riconoscere.

Fino al 1971 le isole sono rimaste di proprietà del banchiere portoghese Luis Rocha, che le ha quindi vendute per un prezzo “ragionevole” allo Stato lusitano, che le ha convertite in una riserva naturale, iniziando anche a proteggerle militarmente. Già quattro anni più tardi, nel 1975, approfittando delle convulsioni politiche che agitarono il Portogallo, dei pescatori Canari sono sbarcati sull’isola più grande, piantando una bandiera spagnola. Solo nel 1997, e come risultato dei negoziati per una piena integrazione nella struttura della NATO, il governo spagnolo ha riconosciuto “obtorto collo” i diritti del paese confinante sulla “superficie” dell’arcipelago.

Però l’interesse verso queste isole non è la terra, praticamente inabitabile, ma tutta l’acqua che le circonda, migliaia di chilometri quadrati di oceano e un possibile sfruttamento per la pesca, piattaforme petrolifere, etc. Il diritto marittimo internazionale stabilisce che un paese sovrano di qualsiasi pezzo di terra che sporge dal mare, ha anche la sovranità sulle dodici miglia di acqua che lo circondano. Ma se la roccia in questione è abitata, si aggiungono altre 188 miglia, a completare le 200 miglia che rappresentano la zona economica esclusiva (ZEE).

Ma le isole Selvagge sono realmente abitate? C’è un servizio di vigilanza in loco, di solito sostituito ogni tre settimane, giustificato con il fatto che la gente non può vivere nella zona, dato che è una riserva naturale. La Spagna non è ovviamente d’accordo e, rifacendosi ad altri documenti storici, invoca il suo diritto allo sfruttamento economico. Queste differenze di interpretazione della legge cambiano completamente i confini ZEE delle Canarie e di Madeira di oltre 150 chilometri… E’ facile prevedere che la faccenda non finirà tanto presto…

(NdR Nel settembre 2014 un gruppo di attivisti di Alternativa Nacionalista Canaria avevano “occupato” l’arcipelago delle Salvajes per protestare contro le prospezioni petrolifere della Repsol al largo delle Canarie e approfittando per lanciare l’ennesimo grido a favore dell’indipendenza delle Canarie. A qualcuno ha fatto venire in mente il “tanko” che in due occasioni ha cercato di “prendere” Venezia?)


(Franco Leonardi)