Recensione: Sicario

pag14_imagesTorno brevemente sul film SICARIO che ho visto l’altra sera. Non sono un critico cinematografico, ma nella mia vita ho scritto molte pagine e diversi thriller. Credo, quindi, di avere un’idea abbastanza precisa di cosa significhi creare tensione quando si racconta una storia; cosa che anche una pellicola, sia pure con modalità differenti rispetto a un romanzo, fa. Bene: il principale merito di SICARIO è, per l’appunto, quello di riuscire a creare una tensione “diffusa” che accompagna tutto il film. Anche se le scene di azione non sono tante (seppure ben realizzate), durante la proiezione lo spettatore si aspetta, con ansia, che accada qualche cosa. Talvolta la sua aspettativa viene premiata da qualche colpo di scena, talvolta no, ma la tensione non scende mai. E questo, a mio avviso, è un elemento fondamentale in un film di questo genere, e un obiettivo pienamente raggiunto. Aggiungo, ancora più sinteticamente, che la vicenda è convincente, che si possono trovare diversi “agganci” con il Potere del Cane di Winslow (romanzo monumentale sui cartelli della droga messicani di cui consiglio vivamente la lettura) e che la recitazione è di ottimo livello.

(Pietro Ballerini Puviani)