Sequestrate 800 chili di pinne di squalo

La polizia ha trovato su di una terrazza di un edificio del Porto a Gran Canaria una grande quantità di pinne di squalo illegali, messe ad essiccare. Il proprietario di questa “mercanzia” assicura che l’ha acquistata (circa 800 chili, per un costo di 90.000 euro) per uso personale.

La merce sequestrata, a seguito di una denuncia presentata da un vicino di casa, è molto ricercata sul  mercato asiatico per scopi culinari.

Il proprietario di questa merce stava facendola essiccare usando una banale asciugatrice da bucato nell’attico della sua casa, ma il forte odore che ne usciva ha messo in allarme il vicinato che prontamente ha avvisato la Polizia, che, individuata la casa da cui proveniva l’odore intenso di pesce, ha scovato un gran numero di pesci messi nei sacchetti dell’immondizia così ispezionando tutta l’abitazione ha trovato nella terrazza sul tetto l’essiccatrice ancora in funzione.

Lo shock deve essere stato forte per gli agenti, perché hanno trovato centinaia di pinne di squalo sparse in tutto il terrazzo ad asciugare al sole. Il proprietario, un cittadino cinese che ha lavorato per diversi ristoranti giapponesi a Las Palmas di Gran Canaria, dice di aver comprato 800 chili di pinna di squalo per 90.000 euro per consumo personale. La polizia locale ha aperto un’inchiesta con il sospetto che la vera destinazione della merce può essere un ristorante in città.

Il commercio e la vendita di pinne di squalo sono attività vietata nell’Unione europea a partire dal 2003, ma la Spagna è il terzo paese al mondo e il primo nella Comunità Europea per la cattura illegale degli squali, le cui pinne vengono esportate principalmente a Hong Kong tramite il porto di Las Palmas (Gran Canaria) e Vigo (Galizia).