Diario di un vigilante

sicurezzaQuesto mese di solito è di preparazione all’alta stagione di dicembre e di conseguenza i furti perpetrati da professionisti tendono a diminuire, restando solo quelli dei ladri occasionali in cerca di prodotti facilmente smerciabili e denaro. L’unico furto degno di nota è stato ai danni di un ristorante in piena zona turistica dove, approfittando di una finestra chiusa male (di proposito o no è ancora in fase di analisi), un individuo entra di mattina e si appropria del fondo cassa e qualche piccolo oggetto tecnologico di poco valore. Non si tratta di opera di professionisti e secondo le analisi fatte sembra sia stata una sorta di rivalsa fatta da un ex dipendente scontento del trattamento ricevuto più che di un vero furto per guadagno personale. Il lavoro però non diminuisce, in quanto tra i compiti che deve assumere un vigilante c’è anche la protezione medioambientale e la salvaguardia delle specie in via di estinzione. Questo periodo dell’anno è quello scelto per liberare una specie autoctona di uccello e favorirne la riproduzione. Questo animale si chiama Pardella, molto simile a un gabbiano però di un color bianco sporco, becco lungo e leggermente curvato e con una vocalizzazione caratteristica simile al pianto sofferente di un bebè. Questi animali pur essendo notturni non hanno una gran visione, oltre a non essere abituati a vivere liberi, quindi spesso si scontrano con le pareti degli edifici costieri o si rifugiano nei corridoi degli hotel in cerca di protezione. Per questa ragione i vigilanti durante le ronde si trovano a dover soccorrere e catturare questi animali, metterli in scatoloni adattati per dare loro la possibilità di respirare e devono poi chiamare il corpo della polizia nazionale o il dipartimento di fauna e consegnarglieli. Se qualcuno dovesse imbattersi in questa specie va detto che nelle zampe hanno una numerazione per essere identificati, sono protetti e le multe in caso di uccisione sono carissime. Fate attenzione al becco, non è molto doloroso il morso, anche se non piacevole, ma vanno tenuti lontani dal viso perché tendono a colpire gli occhi.

Per finire il diario di questo mese voglio segnalare ancora un episodio accaduto ad alcuni compagni che sono dovuti intervenire avvisando i pompieri e procedendo a spegnere alcuni conati di incendio ai bordi delle passeggiate costiere dei centri turistici. I rami delle palme potati dai dipendenti comunali sono ricchi di resine e oli vegetali, questo le rende particolarmente sensibili al fuoco, quindi vorrei raccomandare di non buttare mozziconi di sigarette o fiammiferi accesi nelle vicinanze perché i danni prodotti da questi incendi possono essere anche gravi; infatti un agente della polizia è stato ricoverato con ustioni importanti proprio nel tentativo di limitare il propagarsi di uno di questi incendi.