Un turismo molto redditizio

Foto di Cristiano Collina
Foto di Cristiano Collina

E’ iniziato negli anni ‘70 in nuclei isolati, ma oggi è il motore principale che fa camminare l’economia delle isole. Il turismo è l’industria principale nelle isole e ciò che ha permesso che la crisi non fosse più drammatica di quanto già non lo sia stata. Nell’Arcipelago ci sono 47 nuclei distribuiti in 16 locations turistiche, dove si concentrano circa il 92% dei posti letto e il 94% dei pernottamenti, anche se rappresentano solo meno del 2% della superficie totale.

Si parla di microdestini, piccole aree ad alta concentrazione di stabilimenti per attività turistiche, e se ne contano 9 a Lanzarote (92% dell’ospitalità turistica dell’isola), 7 a Fuerteventura (93,4%), 14 in Gran Canaria ( 96,1%) e 17 a Tenerife (83,2%).

Ecco una classifica basata sui ricavi totali provenienti dai Comuni lo scorso anno. Prima risulta Playa del Inglés  (Gran Canaria) con 304.070.000 €, seguita da Meloneras (Gran Canaria), con 220.170.000 €, Las Americas (Tenerife), con 214,90 milioni di euro e Playa del Duque (Tenerife), con 211,58 milioni di euro. Per quanto riguarda il tasso di occupazione per camera o appartamento, troviamo in primo luogo Playa Paraíso, con il 88,65%, seguito da Playa Blanca, con l’88%.

Calcolare quanto possa valere l’impatto del turismo è complicato. Va tenuto conto di più variabili: dal numero di notti trascorse nella destinazione, al tipo di sistemazione scelta e, naturalmente, alle spese effettuate durante il soggiorno. C’è una parte di tale spesa che va direttamente agli stabilimenti legati al turismo, ma c’è anche un’altra parte, forse meno tangibile, che influenza radicalmente la ricchezza di una società.

Ci sono variabili, tuttavia, che meritano particolare attenzione. Ad esempio, la nazionalità e il tempo che ogni turista passa in un hotel o appartamento. Gli stranieri trascorrono più tempo in vacanza nelle isole rispetto agli spagnoli, e i tedeschi sono quelli che rimangono più a lungo. Chi sceglie Lanzarote si ferma più a lungo, ma in tutte le isole la media del soggiorno è comunque di oltre 10 giorni, perché scelgono le Canarie e vogliono godersele. Ci sono aree turistiche, tuttavia, molto più costose di altre. L’alloggio quotidiano più economico nel 2014 si trovava nella città di Puerto del Carmen (Lanzarote) per € 18,18 e il più costoso in Meloneras da € 139,62; cioè dormire a Gran Canaria era sei volte più costoso rispetto a Lanzarote. La seconda zona più cara è risultata essere Golf del Sur de Tenerife (103.05).

Il futuro


Sebbene le Canarie abbiano trascorso decenni vivendo principalmente di turismo, in un mondo globalizzato per rimanere la prima scelta di milioni di persone in tutto il mondo, le destinazioni devono continuamente reinventarsi. L’arcipelago si trova di fronte in questi ultimi anni alla difficile sfida di mantenere e migliorare la propria posizione preferenziale in un ambiente di crescente complessità e intensità competitiva. E’ sempre più difficile mantenere il numero di visitatori e in particolare le entrate del turismo.

L’evoluzione del settore turistico nelle isole è stato caratterizzato negli ultimi anni da stagnazione, anche se le transizioni che sono state avviate in Nord Africa, che hanno purtroppo portato a conflitti violenti, hanno favorito un afflusso significativo di viaggiatori verso le Isole, una regione che ha la sicurezza di essere una regione ultraperiferica europea, con tutti i vantaggi paesaggistici e climatici di essere un arcipelago geograficamente africano.

Tuttavia, il calo dei volumi provenienti dall’Europa, insieme ad un numero sempre maggiore di destinazioni e offerte di alloggio, ha portato ad un aumento della rivalità competitiva: destinazioni emergenti, con prezzi più bassi, sono cresciute notevolmente, mentre quelle tradizionali, come le Canarie, hanno registrato una diminuzione della loro competitività. Fino all’inizio delle difficoltà dei paesi africani, le Canarie stavano affrontando un serio concorrente che probabilmente si ripresenterà di nuovo. Uno dei fattori chiave che minacciavano di rendere le isole un luogo meno attraente è stata la mancanza di innovazione. Finora non è stata una “conditio sine qua non” per ottenere ritorni di business interessanti, ma la mentalità della società canaria, poco aperta al cambiamento e con personale scarsamente qualificato, può rivelarsi in futuro un serio inconveniente.

(Franco Leonardi)