Intervista Dott. Caneschi, medicina estetica

pag10_caneschiDottor Caneschi nel campo della medicina estetica oltre a considerare i suoi master in tecniche iniettive filler e in terapie per lipolisi non chirurgica acquisiti in Italia e ai suoi anni trascorsi “sul campo” da Milano, a Castiglione della Pescaia, Grosseto e ora qui a Tenerife, cosa si sentirebbe di dire a un paziente che per la prima volta si rivolge a lei?

Innanzitutto vorrei precisare che per me la medicina estetica è un modo per sentirsi bene con se stessi tutti i giorni, mantenendo sempre un aspetto giovanile e perché no moderatamente sensuale, in poche parole piacersi per essere più apprezzato.

Le prime domande che mi rivolgono i nuovi pazienti sono “mi raccomando non mi faccia le labbra enormi di tale attrice… oppure, vorrei che non mi iniettasse sostanze che possono avere effetti collaterali, e soprattutto oggi c’è un forte richiamo a trattamenti “green” verdi, richiamando la natura. A fronte di queste domande con me si apre una porta aperta.

Dottore come risponde nella pratica a queste aspettative?

Innanzitutto partiamo dalle labbra. Forse tra gli interventi a maggiore complessità per un insieme multifattoriale di motivi. Bisogna attentamente studiare il viso del paziente, la fisionomia ideale e vedere da qualche vecchia foto come erano anni prima, cioè l’effettiva perdita di acido ialuronico e matrice nel tempo, poi la ricostruzione deve essere tale che il paziente possa dire “è il labbro che avevo, un po’ più sensuale”. Se invece il paziente lo vede come estraneo a sé, per me è un fallimento. E così vale per i solchi nasogenieni e per i labiali.

Dottore  io so però che anche nel campo delle terapie per varici e gambe pesanti lei segue la stessa filosofia, vero?


Esattamente, il problema delle sclerosanti tradizionali era per me, il limite di quantità di prodotto utilizzato per sessione, l’obbligo di applicare calze elastiche per alcuni mesi post-trattamento, e il rischio del “matting” colorazione residua. Io ho preso una tecnica usata da molti anni negli U.S.A. che consente, tramite iniezioni di sostanze iperosmorali calibrate sulle necessità del paziente di ovviare alle “controindicazioni” delle terapie più tradizionali. Innanzitutto tratto le teleangectasie (inestetismi delle gambe dovuti a dilatazioni di piccoli vasi) di entrambe le gambe nella stessa sessione, poi con applicazioni di microbendaggi zonali evito di far indossare noiose e soprattutto “calde” calze elastiche, inoltre questa terapia non presenta particolari controindicazioni con l’esposizione al sole. E questo è un altro grosso vantaggio oltre ad essere totalmente anallergica.

Dottore siamo giunti alla fine, per ora, dell’intervista. Un’ultima cosa da donna  che odia gli aghi, si sente male?

Questa è la domanda cardine che mi viene posta prima di iniziare ogni trattamento. La risposta la danno le statistiche, circa il 90% dei miei pazienti rifiutano l’anestesia locale perché dicono “quando inietta non sento niente, mentre l’effetto dell’anestesia dopo la terapia mi dà fastidio. Io aggiungo che nella medicina estetica come nella chirurgia e in tecniche analoghe, devi avere una “buona mano” e con questa ci nasci, non l’acquisisci sui libri, puoi perfezionarla negli anni, ma se non l’hai è meglio che lasci perdere l’estetica. Anche perché appena tocchi il paziente, subito si accorge della tua manualità. Grazie dottore, il prossimo articolo parleremo di emergenza-urgenza.