Spigolature

Foto di Cristiano Collina
Foto di Cristiano Collina

Ieri, la forte pressione fiscale conseguente alla riforma voluta da Diocleziano, imperatore dal 284 al 305 d.C., fu uno dei motivi che spinsero molti possidenti, artigiani, coltivatori cristiani a ritirarsi nel deserto e a diventare Anacoreti. Scrisse all’epoca il padre della Chiesa Atanasio: “Lì almeno, nessuno è tormentato dalle tasse”…

Oggi.

Esiste un popolo trasversale di individui che non amano vivere con chi si autocelebra, con quelli dalla rapina facile, con quelli che sono il demone (esiste veramente), con i giocatori delle tre carte al banchetto del mercato, con i topi da fogna che mordono le caviglie; con le magie dove il trucco si vede ma si ritrovano ugualmente con le tasche vuote e demotivati, con quelli che gli provocano i mal di testa, le notti insonni, le domande alla sera fatte in una casa che forse non è più la loro. Questi individui cercano allora il “loro deserto”, che sanno essere bello perché non c’è nessuno. O almeno nessuno di quelli citati prima. E trovano un luogo dove la semplice quotidianità somiglia ai racconti del sussidiario delle elementari, non distraendosi con le tentazioni da spot pubblicitari.

E si stabiliscono alle Canarie.

Ai parenti e amici paiono pazzi, è noto. Ma noi sappiamo che il concetto di normalità è talmente sfumato!

Nella natura tutto si ricicla, anche le nostre povere o ricche biologie. Hanno un breve spazio per fare qualche differenza e allora questa differenza la costruiscono. Non ci sono peccati né sconti, nulla di più del desiderio di vivere i loro piccoli progetti. Certamente c’è chi chiederà molto a se stesso e alla propria anima, c’è chi ha l’avventura di ricaricarsi e scaricarsi con l’alba e il tramonto, con le galassie che si vedono da Tenerife. C’è chi guarda al di là delle nubi dell’intelletto e dei falsi miti della cultura, della ricchezza, degli agi. C’è chi prova a seguirsi. Sanno di aver lasciato alle spalle tutti quelli che possono vedere ma non vogliono. Attraverso le parole semplici che leggo quando ormai sono nelle isole, ammiro la loro descrizione del vento di una perenne estate alle Canarie, il recupero dei volti di amici, giovani dentro, che perdono tempo a spiegarsi la quotidianità e mi rallegro della loro visione che vivono.


Ho scritto queste righe per dire che è credibile e incredibile l’alternativa che questi “Anacoreti” si sono dati. Per tutti coloro che sono arrivati alle isole, la loro scelta non è stata una cosa banale. Al di là dei “problemi” di autogestione della loro presenza, (ma molto minori di quelli creati da Diocleziano), o di socialità alle volte violenta: aggressioni, furti, incoscienza, droghe… (ma percentualmente molto minori che in Europa), vorrei che  inondassero i social network, i colloqui al bar, le email agli amici rimasti nel frullatore, di quelle emozioni positive che, sorridendo sornioni, vivono. Se poi mantengono un profilo semplice, propositivo, altruistico, sobrio, sempre di meno saranno quelli che vedono le Canarie come “ring” per le loro nefaste e frustrate idee.

(Andrea Maino)