Lanzarote – LA TIERRA DEL FUEGO

Forse non tutti sanno che Lanzarote deve il suo nome ad un navigatore genovese, Lanzerotto Malocello, che è considerato lo scopritore delle isole Canarie, dove approdò all’inizio del Trecento.

Lanzarote, come le altre isole Canarie, è un’isola vulcanica, soprannominata “Tierra del fuego”.

Il suo paesaggio è dominato da crateri di antichi vulcani e proprio per questo aspetto lunare è stata scelta come set cinematografico di diversi film, come ad esempio “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.

Nell’isola si respira l’ordine e l’arte di uno dei suoi più illustri cittadini, l’architetto Cesar Manrique, che ha donato numerose opere e ha sensibilizzato i suoi compaesani ad investire nel turismo, impedendo comunque di deturpare il paesaggio con costruzioni non adeguate. A Cesar Manrique si deve anche il simbolo dell’isola, il diavoletto emblema del parco nazionale Timanfaya, che riprende l’antica tradizione popolare secondo la quale la figura del diavoletto è simbolo di virilità e di fecondità.

La leggenda narra la danza dei demoni che si teneva nelle notti da Natale all’Epifania ed in particolare in quella di Capodanno. Oggi la tradizione riprende vita durante il famoso carnevale canario ed in particolare in quello di Teguise, antica capitale e splendido paese situato nel cuore dell’isola. A Teguise ogni domenica è possibile assistere al mercatino più importante, ove trovare varie opere dell’artigianato locale.

Nel parco Timanfaya è d’obbligo l’escursione tra i crateri accompagnata dal pranzo in un ristorante molto particolare, “El diablo”: carne e pesce vengono cucinati su una griglia posta direttamente su un piccolo cratere, che cuoce le pietanze grazie alla sola potenza del calore naturale.


Nel nord dell’isola si incontra il paese sicuramente più affascinante, Caleta de Famara, un borgo che sembra essersi fermato nel tempo. Famara è un paesino in cui non c’è turismo di massa, le case sono bianche e basse punteggiate da infissi blu o verdi, le strade sono spesso ricoperte di sabbia portata dal vento e i passanti solo l’interessante amalgama tra pescatori e surfisti. La sua lunga spiaggia è infatti uno degli angoli migliori dell’isola per praticare questo sport, insieme a La Santa, paese altrettanto affascinante leggermente spostato verso ovest, dove vengono svolte anche diverse competizioni internazionali di surf.

Proseguendo verso la punta nord dell’isola si raggiungono il Mirador del Rio, da cui gustare uno splendido tramonto sulla piccola isola della Graciosa, ed Haria, che con le sue palme sembra essere lo sfondo perfetto per delle immagini di un presepe.

Pur essendo per la maggior parte dell’anno un’isola secca, durante le piogge autunnali e primaverili si scatenano fioriture grazie alle quali grandiosi prati dai mille colori riempiono le immense radure secche e nere dell’estate… uno spettacolo da non perdere. La vegetazione è generalmente spoglia o assente, eccezion fatta per le basse palme e per la coltivazione della vite, la cui sopravvivenza è legata a ingegnosi muretti semicircolari, chiamati “gerie”, al cui interno viene scavata una buca e posta la pianticella.  Il muretto serve a riparare la pianta dal vento, e l’acqua necessaria alla pianta viene garantita dalla rugiada notturna che viene assorbita dalla cenere lavica, su cui vengono scavate queste buche. Il risultato prodotto è un ottimo vino malvasia.

Lanzarote è famosa anche per l’aloe vera che in passato era considerata sacra dai Guanci, gli antichi abitanti dell’isola.

La costa sud di Lanzarote, che si affaccia su Fuerteventura, beneficia di un clima secco ed è decisamente la parte più turistica dell’isola, dove sono localizzati la maggioranza degli hotel, i resorts e quindi i turisti provenienti da tutta Europa.

 

 

 

 

 

(Luana Rigolli)