Il licantropo canario

Questo mese l’arca del paranormale scova nell’antico passato dell’Arcipelago la fantastica storia del famoso Pedro Gonsales (NdR. latinizzato poi in Petrus Gonsalus), licantropo buono e colto delle isole Canarie.

Prima di addentrarci nella vita di questo personaggio va chiarito chi o cosa è un licantropo o uomo Lupo.

In Europa il licantropo era considerato un uomo maledetto, di solito il settimo figlio di un settimo figlio o un uomo maledetto per aver ucciso, durante la luna piena, una lupa. I miti raccontano che questi uomini si convertono in lupi a tutti gli effetti e i testi più antichi riguardo questa maledizione fanno durare questa condizione per 7 anni obbligando gli uomini ad avere aspetto e comportamenti da lupo.

Il primo racconto della storia relativo a uomini lupo risalgono all’antica Babilonia con il re Nabucodonosor che per 7 anni lasciò la corte per andare a correre nudo per i campi comportandosi come un Lupo pur conservando alcuni aspetti umani.

Le ricerche più recenti e attendibili attribuiscono a vari fattori la nascita del licantropo.

Quelli con forma semiumana sono le conseguenze di allucinazioni collettive causate per l’ingestione di pane prodotto utilizzando del grano contaminato da un fungo che infetta il grano in periodi di forte umidità.


Un’altra sfaccettatura degli uomini Lupo è quella di psicopatie che portano alcune persone a credersi realmente animali, questo è il caso ad esempio del licantropo di Galizia “Blanco Roma Santa” che per sua ammissione aveva ucciso e divorato nove persone, venendo poi condannato alla pena di morte (NdR. unico caso al mondo di condanna per licantropia). Alla fine fu graziato dalla regina spagnola, che gli convertì la pena in carcere a vita in un luogo oltre mare. Inizialmente si era pensato anche alle isole Canarie, ma “fortunatamente” fu poi deportato in nord Africa.

Invece l’uomo Lupo Canario del titolo non ha nulla a che vedere con questi licantropi: si trattava di un uomo totalmente ricoperto di pelo molto fitto e lungo circa 9 cm, con labbra pronunciate e gonfie e affetto da una rara malattia genetica chiamata Sindrome di Ambras (NdR. nome del castello vicino ad Innsbruck dove vengono conservati i ritratti della famiglia di Gonsalus), una variante della Ipertricosi.

Pedro Gonsales nacque a Tenerife nel 1537 ma fu abbandonato dalla famiglia, che si immagina fosse benestante (NdR. si dice che fosse il figlio di un capo guanche), sulla scalinata del convento del Sauzal, un municipio nel nord dell’isola.

Cresciuto dalle Monache del convento inizia a conquistare una certa fama nelle Corti europee, per i racconti di vari naviganti, che al loro ritorno in patria dalle loro esplorazioni, riferivano ai loro sovrani dell’esistenza di un bambino Lupo in Canaria.

Queste notizie arrivarono fino al re di Francia Enrico II, che nel 1557 decise di incontrare questo essere ed esibirlo nei ricevimenti come un animale da circo.

Al suo arrivo alla corte di Francia, il rappresentante diplomatico della città di Ferrara Giulio Alvarotto, lo descrive così:

“Il viso e il corpo sono ricoperti da un sottile strato di peli, lunghi circa 9 centimetri, di colore biondo-scuro, più sottili di quelli di zibellino e che emanano un buon profumo, anche i lineamenti del viso sono apprezzabili”.

Quando Pedro Gonsales viene portato a corte, il re si rende conto che dietro a quell’aspetto bestiale si nascondeva un ragazzo intelligente e colto, merito dell’educazione che gli era stata data dalle Monache.

Quindi lo impiega come giullare di corte e successivamente lo promuove ad assaggiatore ufficiale, lasciandogli la possibilità di studiare ed approfondire ulteriormente  le sue conoscenze.

Il nostro “terribile Licantropo” non si lasciò sfuggire questa opportunità e in pochi anni questo “animale da circo” divenne un consigliere del re, sposò una dama di compagnia della regina Caterina de’ Medici ed ebbe 6 figli di cui 4 purtroppo ereditarono la stessa malattia.

La regina Caterina diventata vedova decide di allontanare la famiglia Gonsalus dalla corte francese e la invia alla corte di Margherita d’Austria, duchessa di Parma, dove Pedro trascorse gli ultimi anni della sua longeva esistenza, e vi morì nel 1618 alla veneranda età di 81 anni. Furono ritratti da molti rinomati pittori dell’epoca, tra cui Agostino Carracci e Lavinia Fontana, e i moltissimi quadri dedicati alla famiglia furono finalmente esposti nel castello di Ambras.

I figli affetti dalla malattia continuarono a girare le Corti dei vari regnanti europei suscitando stupore e curiosità, grazie proprio all’ipertricosi che garantì loro una vita da nobili.

Proprio vero che non tutto il male viene per nuocere…

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