pag21_DSC_0080 copia21 aprile 2015, secondo giorno a Santa Cruz, la Biba non è in piena forma, ha accusato parecchio il viaggio, soprattutto quello in nave, decidiamo quindi di fare una sosta di un paio di giorni. Dobbiamo dire che Santa Cruz non ci ha entusiasmato molto, con le sue strade in salita e discesa ed il centro abbastanza squallidino, un po’ meno la costa la parte più animata, l’importante comunque essere lì, la nostra meta tanto ambita e se vogliamo anche abbastanza sofferta. Riprese le forze e passato l’effetto galleggiamento, decidiamo di prendere la direzione per il sud dell’isola, anche perché a nord quasi sempre è nuvolo e più freddo,  avendo come punto di riferimento Playa de Las Amèricas, decidemmo di circumnavigare l’isola per scoprire altre eventuali località in alternativa. Prima di lasciare Santa Cruz, facciamo una visitina a quella che dovrebbe essere la spiaggia più famosa della città denominata Las Teresitas, la Biba l’aveva vista vent’anni prima e la descriveva prima di rivederla una distesa di sabbia bianca ed un solo ristorante sulla spiaggia. Percorsi pochi chilometri più a nord, arriviamo appunto alla Teresitas, devo dire che dalla descrizione fatta precedentemente le cose erano parecchio cambiate, infatti la sabbia era giallo senape ed i ristoranti sulla spiaggia erano diventati 100, secondo il mio parere quella che vedevo allo stato attuale era un fazzoletto di spiaggia a ridosso della città, dove per la maggiore viene frequentata più dai locali che dai turisti. Con somma delusione lasciamo la Teresitas e ci dirigiamo verso Puerto de la Cruz, quindi percorriamo la costa e, grazie al meraviglioso scenario che offriva il paesaggio, decisamente più consono all’isola, lentamente si stava cancellando la visuale precedente. Arriviamo nel primo pomeriggio alle porte di Puerto de la Cruz, a primo acchito decisamente più bella di Santa Cruz, arroccata su una distesa di roccia lavica completamente nera, come anche le sue spiagge con sabbia nera. Percorriamo le vie della città che è disposta in modo ordinato e pulito, molti sono i punti vendita lungo il percorso come anche i tanti ristoranti sulla costa che offrono svariate qualità gastronomiche. Per ultime non possono mancare le famose piscine Martianez che si affacciano sulla costa quasi a confondersi con l’oceano.

Prima di lasciare Puerto della Cruz, decidiamo di visitare il Loro Parque, uno dei parchi più belli delle isole Canarie, dove delfini, foche, animali esotici ed un ordinatissimo verde ti danno la sensazione di essere quasi in una foresta. Bello lo spettacolo con i delfini e le foche come anche il grande acquario. Interessante anche poter vedere anche altri tipi di animali, come iguane, rettili, fenicotteri rosa, pesci dai colori bellissimi, meduse.

Rimanendo sempre sulla costa e lasciato il Loro Parque, raggiungiamo la meravigliosa Taganana, attraversando montagne e strade mozzafiato, raggiungendo le cime si vedono scenari bellissimi con faraglioni in mezzo all’oceano dove si infrangono onde altissime, anche qui sabbia nera e scogliera frastagliata che prosegue per chilometri.

Lungo la costa di Taganana, ci sono piccoli ristoranti dove con pochi euro si possono gustare delle ottime fritture di pesce e si può godere di una vista sull’oceano, lasciamo questo posto fantastico e risaliamo sulla moto per proseguire verso sud percorrendo l’autostrada fino a Playa de las Amèricas che, come precedentemente detto era il nostro punto di riferimento.

Qui decidiamo di alloggiare presso un hotel sulla Avenida Santiago Puig, dove trascorriamo una settimana in modo da visitare bene Las Amèricas, dalle strade che confinano con aiuole curatissime, sommersa di palme ovunque, ovviamente molto turistica, tanti sono i locali lungo la costa, i più eccentrici sicuramente il C.C. Veronicas ed il Papagayo dove la movida si scatena tutte le notti.

Sono tanti i chioschi e le scuole surf e windsurf sulla costa di Las Amèricas, dove le spiagge, anche qui prevalentemente con sabbia nera, sono perennemente gremite. La sera è consigliabile una visita all’Harley pub, dove delle vecchie limousine americane sono state trasformate in tavolini con poltrone, e all’interno nei vari angoli del locale sono parcheggiate alcune Harley Davidson che per un harleysta come me è grasso che cola. Comunque la cucina è ottima, qui si possono degustare specialità prettamente americane, cone la T-bon Steak ed il gigantesco stinco di maiale oltre ad ottime birre. Sempre girovagando per Las Amèricas, notiamo l’Hard Rock Cafè con la sua mega struttura, ovviamente anche qui presenza massiccia di musica e gadget vari, bella la panoramica che offre il piano superiore.


E poi le varie attrazioni come il parco acquatico Siam Park, Aqualand e il Jungle Park, insomma di tutto e di più, abbiamo vissuto a pieno la nostra settimana a Las Amèricas, e abbiamo anche fatto qualche escursione, come la punta di Teno dove primeggia uno dei fari dell’isola e, oltre al tragitto a dire poco fantastico, con le insenature con acque cristalline e l’immancabile vento, qui la mia reflex si è scatenata. Lasciando la splendida punta di Teno, percorrendo la strada di ritorno si incontra la parte più bassa Los Silos, con la sua costa frastagliata e le sue onde che fanno da cornice al grande scheletro di balena che guarda verso l’oceano, oltre a potervi gustare un’ottima cucina nei piccoli ristoranti della zona.

Ritornando verso Las Amèricas, altra location che merita una visitina è l’Abama Hotel, scendendo da una delle tante stradine che conducono al mare, premetto non tutte facili da percorrere a causa del manto stradale, anche qui si sciolgono tutti i dubbi di essere a Tenerife, cioè l’isola che immaginavo prima della partenza, mare stupendo e rocce laviche che scendono a picco nel mare.

Ma scendendo sempre verso sud, passiamo da Los Gigantes e ovviamente decidiamo di visitare quel posto, inutile ripetere quello che si diceva prima, questi luoghi pagano tutto lo sforzo del viaggio, come dicono da queste parti, il “Barranco” che sovrasta l’oceano dove persino le imbarcazioni al cospetto sembrano piccole macchie sull’acqua.

Come anche Playa Paraiso, che incontriamo poco dopo, sembra un presepe con la sua grotta appoggiata sull’acqua, sono tante le località lungo la costa che meritano rispetto.

Salendo verso nord sono altre le località da visitare, come la playa Tejita nei pressi dell’aeroporto sud e ancora più a nord la playa Tajao con la sua Caleta e le sue enormi rocce adagiate sulla sabbia.

Decidiamo di fare una puntatina nella patria dei surfisti al Medano, dove il vento è perenne tutti i giorni, arrivati a ridosso della spiaggia, notiamo subito centinaia di surfisti che affrontano le onde dell’oceano con naturalezza, moltitudini di colori si intrecciano nel mare, uno spettacolo da non perdere anche per chi come noi prova un pizzico di invidia nel vedere con quanta facilità lasciano scivolare quelle tavole nell’acqua, unica nota dolente per chi volesse fotografare, conviene attrezzarsi bene di cuffie per difendere gli obiettivi perché la sabbia finissima e gli schizzi delle onde a causa del forte vento viaggiano per chilometri.

Tommy Posal’Os Tarsia  &  Biba Dee

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