Foto da blog.octaviordelgado.es
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La concessionaria del cantiere di Santa Cruz si sta preparando per un grande progetto che ha già attirato l’interesse di diversi armatori. La società Hidramar è ora di fronte a una delle più grandi sfide della sua storia: un cantiere navale nel porto di Santa Cruz, nel Dock Oriente, dove sarà inserito un bacino galleggiante.

Facendo da tempo le riparazioni a galla e con un portafoglio ordini di 180 diversi armatori in tutto il mondo: Europa settentrionale, gli americani, gli asiatici… , questo nuovo progetto è una vera sfida perché darà la possibilità di andare dai committenti e spiegare che per molti anni le riparazioni sono state fatte bene a galla e ora che è disponibile questa nuova struttura c’è un motivo in più per venire a Santa Cruz per la riparazione, e oltretutto il ​​bacino galleggiante permetterà lavori più grandi.

Attualmente ci sono due cantieri a Las Palmas e nessuno a Santa Cruz. Tuttavia, il bacino galleggiante che già ha prenotato Tenerife Sipyard darà la possibilità di lavorare su navi più grandi di quelle che ora si possono gestire nel caso di Gran Canaria. In particolare, con questa infrastruttura fuori dall’acqua si potranno lavorare giganti del mare fino a 210 metri di lunghezza e 15.000 tonnellate di stazza lorda (navi container, navi passeggeri, navi cisterna per prodotti chimici…). Saranno possibili riparazioni e revisioni di motori, gru, eliche, elementi di perforazione… E soprattutto si potranno realizzare le certificazioni alle piattaforme petrolifere, un servizio che non offre nessuna società in Spagna e per il quale serve l’accreditamento da parte dei produttori di attrezzature per l’esplorazione petrolifera.

A che punto è il progetto? Si aspetta di ricevere a breve il permesso per iniziare una costruzione di infrastrutture che comporterà, tra le altre cose, un edificio di 20 metri di altezza ed una gru con una capacità di sollevare 100 tonnellate, tutto finalizzato ad operare sulle navi di perforazione e le piattaforme. La previsione è che entro la fine della prossima estate, l’intera installazione sia pronta a ricevere la diga. In ogni caso, intanto che si aspetta, Tenerife Sipyard è giunta alla sua quarta riparazione a galla sull’isola, in particolare quella della DS1 Ensco, una nave di perforazione che ha impiegato 60 persone.

Una volta che il cantiere sarà pienamente operativo, potrebbe richiedere l’assunzione fino anche a 800 lavoratori, da richiedere presso aziende locali. È il sistema a cui ricorrono i cantieri di successo in tutto il mondo, dato che fornisce flessibilità per le variazioni di carico che si verificano. Proprio la qualificazione della manodopera che esiste in aziende specializzate a Tenerife è stato uno dei fattori che li ha portati a scommettere sull’isola. Finora, le prospettive sono buone, l’altra cosa a favore della società è il know-how accumulato. Ai suoi anni nel settore si aggiungono i tanti lavori di rilievo, anche quando hanno spostato il personale a svolgere il lavoro in altri paesi e hanno fatto di tutti i tipi di lavori di riparazione a galla.

I NUMERI


Il nuovo impianto che sarà situato in Dique del Este avrà 16.000 metri quadri, divisi tra 12.000 del cantiere stesso e ulteriori 4.000 per una zona di manovra.

La lunghezza massima delle navi per poter essere riparate nel molo galleggiante sarà di 120 metri.

800 lavoratori è il picco di lavoro che servirà al cantiere per alcuni contratti.

La concessione ottenuta da Tenerife Sipyard sull’isola ha una durata di 35 anni.

(dalla Redazione)