Foto di Luigi Prosperi
Foto di Luigi Prosperi

Una visita al “Lebbrosario“ di Abades (il villaggio fantasma)

Sono un fotoreporter e l’idea di una visita al villaggio fantasma mi ha sempre stuzzicato l’appetito. Con Franco Leonardi (Editore di Leggo Tenerife) decidiamo un’improvvisata. La giornata non è delle migliori, tempo variabile, certamente non adattissima a scattare foto, non importa… decisi, imbocchiamo l‘autopista. Usciamo a El Poris, scendiamo fino al paese dove troveremo poi una strada che presto sarà sterrata, con la Jeep Wrangler il percorso è un giochetto da ragazzi. Incontriamo “el faro di punta Abona“. Bellissimo quel faro, mi ricorda il faro di Maspalomas in Gran Canaria, purtroppo era chiuso, diversamente salire fino alla stazione di emissione sarebbe stata una chicca fotografica. Lungo la strada percorriamo la costa composta da grandi massi di origine vulcanica, l’oceano leggermente agitato infrange le sue onde contro gli scogli frastagliati, creando dei giochi d’acqua da ammirare. Si percepisce come l’oceano e le coste dell’isola si amano e si odiano, creando delle rappresentazioni che solo tale natura può creare. Raggiungiamo una bellissima spiaggia, quasi deserta, solo qualche surfista che approfitta delle onde grazie all’alta marea, alcuni prendono il sole come lucertole, altri ancora prendono il bagno. Nonostante sia inverno la temperatura è eccellente 27 gradi ventilati, avendo visitato il mondo e le sue migliori zone sia dell’Atlantico che del Pacifico, quello delle Canarie è il miglior clima terrestre e penso a quanto siamo stati fortunati in questa scelta. Grazie Tenerife!

Proseguiamo la passeggiata lungo costa e scopriamo una bellissima caletta nascosta, il sole ha elevato il suoi artigli, si fa sentire anche se la leggera brezza marina attenua il caldo. Nella spiaggetta scopriamo coppie di nudisti stesi al sole, non ostentano e restano tranquillamente al sole in modo riservato. Proseguiamo all’interno e ammiriamo le dune e la flora unica delle Canarie… Ci godiamo il silenzio del luogo…  completamente all’opposto della classica Tenerife turistica, il trionfo del cemento degli alberghi e grandi edifici a volte raffazzonati, nati dalla speculazione edilizia dei decenni passati. Questo è un luogo speciale dove il silenzio può finalmente dettare le sue regole. Finalmente arriviamo al villaggio fantasma, il famoso Lebbrosario. Notiamo con sorpresa i singoli complessi costruiti ben a distanza gli uni dagli altri, con tanto di scalinate per salire all’interno, sono fatiscenti e mettono timore, senza finestre e rifiniture all’esterno. Entriamo all’interno delle strutture, sono fatiscenti, comprendiamo però come avessero posto le basi per una discreta edificazione. Disegni e graffiti in stile punk-rock “affrescano” molte costruzioni, segni di passate baldorie di giovani festaioli forse poco rispettosi. Veramente molti gli edifici, tutti lasciati incompleti, e più avanti una bellissima chiesa, anch’essa non terminata. Si percepisce come l’intero complesso, se terminato, sarebbe stato “una grande opera“. Oggi potrebbe suscitare grande interesse per concepire un Centro Turistico abbastanza importante (NdR ma speriamo anche no…).

(Articolo e foto di Luigi Prosperi)