Foto da deru1.blogspot.com
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Circa 150 dormono nell’Albergue o nei tre centri della Caritas e una cinquantina dorme addirittura per strada o nei barrancos, o comunque dove capita. Per la maggior parte sono persone normali che si trovano in un processo di destrutturazione familiare dovuto alla disoccupazione. Si parla di un totale di 900 o 1.000 persone nel corso di un anno, che si concentrano a Santa Cruz de Tenerife perché è l’unica località dell’isola che conta un Centro Municipal de Acogida, oltre ai tre suddetti centri Caritas. La Caritas dispone di altri due centri a Granadilla e Puerto de la Cruz, ognuno con 18 posti letto. A Los Cristianos ci sono quasi 80 persone che vivono per strada e non c’è un posto dove metterle, nonostante l’aiuto del Comune e il lavoro dei volontari a El Fraile. Sicuramente oggi almeno mille persone dormono per strada nella provincia di Santa Cruz de Tenerife, e certamente altrettante nell’altra provincia.  La crisi ha buttato un sacco di gente letteralmente per strada. La maggior parte sono uomini che, dopo aver perso il lavoro, si sono dedicati al vizio del gioco e all’alcol. La prima drammatica conseguenza è stata la destrutturazione della famiglia. Molti sono crollati per la perdita dell’abitazione, in seguito ad uno sfratto o ad un’ipoteca non pagata, e molti vengono dall’estero e molti di questi sono irregolari.

(dalla Redazione)