pag06_spezie-fotolia1Si sa che a convincere la regina Isabella di Castiglia a finanziare il viaggio di Cristoforo Colombo, alla ricerca di una nuova via di comunicazione con l’Oriente, fu il desiderio di potersi rifornire direttamente alla fonte delle preziose spezie, evitando così l’immancabile salasso economico imposto dalle città che ne avevano il monopolio commerciale (prima fra tutte, Venezia).

Quando Colombo arrivò in America, non trovò neppure l’ombra delle spezie che cercava: ma in compenso ne scoprì altre, insieme a nuovi prodotti che avrebbero modificato irreversibilmente la dieta dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa. In effetti, lo scambio fra Vecchio e Nuovo Mondo fu reciproco. L’America si vide recapitare semi di ortaggi vari, piselli, lenticchie, fave, grano, orzo, segale, miglio, e poi polli, pecore, maiali, cavalli, mucche dall’Europa; soia, riso, canna da zucchero, banane e agrumi dall’Asia; caffè (originario della regione del Caffa, in Etiopia) e palme da cocco dall’Africa. Tra i vegetali di provenienza americana alcuni si sono acclimatati in Africa, come la manioca, l’ananas, l’arachide; altri in Europa, come le fragole, il lampone, il pomodoro, il peperone e il peperoncino, la zucca, il girasole, la patata, i fagioli, il mais.
Proprio il mais è un alimento che si è conquistato da subito un grande successo. Il suo gusto dolciastro e i mille impasti possibili (dalle tortillas alla polenta) hanno sfamato generazioni di europei. Curiosamente, nel nostro Paese, il suo nome originario fu per lunghissimo tempo ignorato, e il cereale si guadagnò l’appellativo di “grano turco”, probabilmente perché all’inizio scaricato da navi che commerciavano con vari porti del Mediterraneo e provenivano da Oriente.
Forse una simile confusione fu fatta anche dagli inglesi per quanto riguarda il tacchino (di origine messicana), chiamato impropriamente turkey. In Italia il tacchino fu battezzato originariamente “gallo d’India”, e in Germania “gallina indiana”, a causa del ben noto errore di Colombo che non sapeva di aver scoperto un nuovo continente, credendo di essere sbarcato nelle Indie.

(preso dal web)