Questo mese l’arca del mistero naviga verso le coste di Lanzarote portando alla luce una leggenda poco conosciuta dagli stessi abitanti autoctoni delle isole.

Questa leggenda si fonda su personaggi reali e i fatti avvenuti si riferiscono a metà del XV secolo, quando il territorio di Lanzarote era sotto il dominio di Diego de Herrera.

L’isola in quel periodo era verde e rigogliosa al contrario di come la vediamo oggi, e punto nevralgico nelle comunicazioni e commerci tra Europa e Africa e casa di un giovane figlio di Gonzalo Arias de Saavedra, signore di Zahara, con il titolo di maresciallo di Castiglia.

Il figlio di nome Pedro, pur avendo dei natali nobili e importanti preferiva lasciarsi andare in incontri romantici con le ragazze del luogo più che occuparsi degli affari famigliari. Dovuto all’epoca questi incontri casuali spesso provocavano la nascita di figli illegittimi e ovviamente non riconosciuti. Ormai adulto si sposa con una delle figlie del governatore dell’isola, avvalendosi dei suoi nobili natali, ereditando così il titolo di signore di Lanzarote.

Dal matrimonio nacque Luis Fernandez Herrera il quale crescendo diventò un alto e forte uomo di potere e visto dalla società spagnola come un prototipo di eroe. Però ereditò del padre anche la debolezza per le belle ragazze del posto e la vita lasciva.

Un giorno lo sguardo del giovane si posa su una bella ragazza del posto ribattezzata con il nome di Fernanda, subito fu preso dal desiderio di averla, però la giovane non essendo interessata sempre si ritraeva senza dare una chiara negativa per paura delle possibili rappresaglie da parte della potente famiglia del giovane.


Dopo poco tempo Luis invita la ragazza a partecipare a una battuta di caccia organizzata dal padre con la speranza di poterla appartare e stare soli. Ovviamente Fernanda dovette accettare e come preventivato il ragazzo lascia che il padre e gli amici spariscano dei boschi rimanendo indietro con la giovane.

Quando il rumore dei cavalli e dei cani si allontanano a sufficienza Luis prova ad avvicinarsi alla giovane e abbracciarla, però lei, presa dal nervosismo e dall’impossibilità di fuga si mette a urlare chiedendo aiuto. I richiami vennero ascoltati da tutti i presenti nel bosco, sia la compagnia che partecipava alla caccia, sia da alcuni contadini che passavano per caso.

Uno di questi ultimi arrivò per primo sul posto e subito cercò di correre in aiuto della giovane, nel frattempo Luis vedendo arrivare il “guanche” e preda del suo nobile ego sguaina un coltello da caccia e prova a fermare il giovane. Il contadino però essendo stato cresciuto secondo le ancora presenti tradizioni dei nativi riesce a difendersi e a togliere dalle mani del nobile il coltello.

Giusto in quel momento arriva Pedro e interpreta erroneamente la situazione, così per proteggere il figlio si lancia con il cavallo sul povero contadino uccidendolo. Dopo pochi minuti sul luogo arriva una ormai anziana “guanche”, madre del defunto, la quale guardando in viso l’uccisore del figlio si rende conto che si tratta del giovane spagnolo con cui da giovane aveva avuto un’avventura dalla quale era nato il suo unico figlio.

Presa dal dolore e in lacrime alza le mani al cielo e invocando tutti gli dei “Guanche” lancia una maledizione sulle terre governate da Pedro.

All’improvviso si alzò un forte vento proveniente dal deserto del Sahara, che con il suo calore costante bruciò la terra e uccise la vegetazione in pochi anni, trasformando un’isola lussureggiante in un deserto brullo e abrupto come oggi la vediamo.

(Loris Scroffernecher)