pag23_zanzaraAedes albopictus, più comunemente nota come zanzara tigre, aggressiva, per lo più diurna ma anche notturna, facilmente riconoscibile per le sue striature bianche su base nera.

Questo l’identikit del minuscolo insetto oggi al centro di un ALLARME MONDIALE in quanto vettore del virus Zika, ma già nota per trasmettere malattie virali come Dengue e Chikungunya, tutte patologie per le quali non esiste vaccino o profilassi medica.

Sono diversi gli Stati che stanno prendendo in esame la problematica e stanno stilando un protocollo con effetto immediato per evitare o arginare il contagio, protocolli che richiedono un’AZIONE CONGIUNTA tra istituzioni e popolazione.

Spetta infatti alle autorità sanitarie locali di intensificare le attività di sorveglianza, monitorare le colonie esistenti, intervenire per debellare ma soprattutto informare la cittadinanza che, responsabilmente, deve attuare un codice di comportamento.

L’attività di PREVENZIONE è fondamentale e consta nel ridurre il numero di raccolte d’acqua naturali e artificiali che sono i naturali incubatoi delle uova di zanzara e nel trattare adeguatamente quelle esistenti con opportuni larvicidi.

Il MONITORAGGIO deve essere svolto a cadenza regolare ed è fondamentale per rilevare nuove colonie o registrare l’incremento di quelle già esistenti.


La DISINFESTAZIONE deve essere accurata, mirata e rispettosa nei confronti di altre specie animali e dell’uomo.

La PROTEZIONE infine deve seguire norme già note quali l’adozione di zanzariere e buoni repellenti.

Fatta eccezione per le fasi di monitoraggio e disinfestazione, la prevenzione e la protezione devono essere necessariamente azioni congiunte delle autorità e della popolazione affinché il fenomeno non arrivi a essere fuori controllo.

In particolare nella prevenzione è bene ricordare che buona parte dei ristagni d’acqua presenti nelle abitazioni vengono largamente sottovalutati benché importanti.

Evitare i ristagni d’acqua significa:

  • controllare eventuali intasamenti delle grondaie
  • evitare il ristagno d’acqua nei sottovasi che andrebbero puliti con una spugna ogni 4/5 giorni
  • trattare tombini, grondaie, sgocciolatoi con larvicidi
  • svuotare sempre gli innaffiatoi dopo il loro utilizzo
  • evitare di lasciare acqua stagnante su teloni di copertura o nelle anse dei tendoni da sole
  • proteggere eventualmente i bidoni di raccolta delle acque piovane accuratamente con reti apposite che non permettano l’ingresso delle zanzare

Il problema della disinfestazione merita un discorso a parte poiché l’uso intensivo di agenti chimici potrebbe risultare nocivo per la salute e per l’ambiente in generale.

Esistono dei METODI DI LOTTA INTEGRATA O BIOLOGICA ALLE ZANZARE che evitano l’utilizzo dei pesticidi e che sono risultati assolutamente efficaci.

Il metodo più efficace e più innocuo è rappresentato dall’utilizzo del BACILLUS THURINGIENSIS var. ISRAELENSIS, un batterio naturalmente presente nel terreno e isolato nel 1976 da ricercatori israeliani.

Questo batterio è in grado di paralizzare tramite una potente tossina le funzioni intestinali delle larve di zanzara che lo ingeriscono.

E’ innocuo per l’uomo e per gli altri organismi e per questo è considerato il larvicida biologico più potente e selettivo attualmente a disposizione.

La sua formulazione dura 1 anno a temperatura ambiente ma una volta diluito in acqua deve essere utilizzato entro 24 ore.

L’efficacia del preparato è riscontrabile dopo appena 24 ore e ha una durata che si protrae per 5 giorni.

Un altro metodo di lotta integrata che ha riscontrato buoni risultati è l’INTRODUZIONE in stagni e corsi d’acqua artificiali di un piccolo pesce chiamato GAMBUSIA (Gambusia affinis) che si nutre delle larve di zanzara.

La gambusia ha un’elevata tolleranza ambientale che le consente di colonizzare un’enorme varietà di ambienti acquatici con acque che vanno da 0° a 30°, povere o prive di ossigeno, con elevata concentrazione salina o eutrofiche (ricche di nitrati e fosfati).

Si adatta a fondali fangosi e acque poco correnti, si riproduce velocemente ma deve essere posta in ambienti dove non siano presenti ad esempio altri pesci ornamentali o anfibi a causa del suo comportamento altamente predatorio.

Infine, in caso di una vera e propria infestazione massiccia, un altro metodo accettato come lotta integrata è rappresentato dall’utilizzo del TEMEPHOS, un organofosforico che ha azione diretta sulle larve per contatto e ingestione.

Il temephos è però un sistema molto aggressivo e purtroppo in grado di eliminare anche le api, da utilizzarsi quindi solo in casi di estrema emergenza.

Riguardo ai sistemi di MONITORAGGIO, il più accreditato e statisticamente preciso è quello dell’impiego delle OVITRAPPOLE, contenitori di plastica scura di 500 ml di capacità, riempiti per 3/4 di acqua e dove all’interno è stata posta verticalmente una bacchetta di MASONITE, una tavoletta di fibre di legno cotte a vapore e pressate.

Le zanzare femmine deporranno le uova facendole aderire al tratto di masonite che affiora dall’acqua.

Ogni ovitrappola è contrassegnata da un codice e posizionata in siti idonei e in numero sufficiente da poter avere una capillare informazione; al momento del controllo l’acqua verrà sostituita insieme alla bacchetta di masonite e la vecchia bacchetta sarà esaminata al microscopio in laboratorio per la conta delle uova.

Il sistema di monitoraggio delle ovitrappole si avvale di due parametri fondamentali: la percentuale di trappole positive (con uova deposte) sul totale delle trappole immesse e il numero medio di uova per ogni trappola positiva.

Ricordate: la zanzara è il più piccolo e più letale essere vivente.

Ogni anno si stimano più di 1.000.000 di morti a causa della sua puntura.

(Ilaria Vitali –lamalinformacion.altervista.org)