Alle Piramidi di Güímar

Foto di Luigi Prosperi
Foto di Luigi Prosperi

Con Franco Leonardi decidiamo una visita esplorativa alle famose Piramidi di Güímar. Imboccata l’autopista verso Santa Cruz, con ingresso ad Adeje, dopo aver incontrato sulla TF1 la pubblicità nei cartelloni giganti, troviamo l’uscita ben visualizzata. Le indicazioni sono perfette, la strada da percorrere altrettanto, Güímar la si vede ben posizionata in alta collina, illuminata da un sole tiepido. Arrivati al parcheggio della struttura, seguendo le indicazioni, acquistiamo i biglietti di ingresso.

Dalla documentazione che ci viene rilasciata comprendiamo che si tratta di cinque piramidi rettangolari molto simili alle piramidi costruite in Messico dai MAYA e dagli AZTECHI, inserite in un parco etnologico di grande dimensione, tanto da rimanere impressionati.

Non c’è modo di capire quale fosse l’età di queste strutture e nemmeno da quali popolazioni furono costruite, ci risulta che la popolazione indigena dell’isola ovvero “I GUANCI“  abitarono in caverne sotterranee proprio al di sotto di una delle strutture, e lungo il tracciato da percorrere a piedi se ne scorge l’ingresso. Nelle sale di esposizione sono presenti alcuni reperti di grande interesse scientifico. D’altra parte è impensabile che le cinque strutture siano il risultato casuale di ammassi di pietre, sono visibili segni di lavorazione, pietre di origine vulcanica, molto ben livellate e squadrate. Certamente un grande esempio di alta lavorazione artigianale. Veniamo a conoscenza che le piramidi sono collocate  secondo l’orientamento astronomico.

Ma chi sono i Guanci? La guida ci informa che la loro origine è poco chiara. Si esclude la provenienza dal vicino Marocco meridionale, mentre sembrerebbe più facile pensare a una loro provenienza dall’area mediterranea. A tale proposito consigliamo di visitare con attenzione la ricostruzione dei sistemi di navigazione usati in quel periodo, alcuni originali altri ricostruiti, che troverete all’ingresso vicino alla biglietteria. Nell’Auditorio si proiettano filmati di 15 minuti dedicati alla storia delle piramidi e che illustrano alcune teorie avanzate da organi scientifici.

Proseguiamo lungo il percorso indicato e osserviamo un meraviglioso giardino botanico con piante anche rare, ben indicate da nomenclatura e indicazioni botaniche. Una visita accurata di questo sito archeologico comporta un tempo approssimativo di tre ore, vi assicuriamo, NE VALE LA PENA!!!!

(Luigi Prosperi)


Foto di Luigi Prosperi
Foto di Luigi Prosperi

Il JARDÍN VENENOSO

Questo interessante spazio naturale inserito nel parco, ha la peculiarità di ospitare più di 70 specie vegetali velenose di tutto il mondo. Un’esposizione unica nelle Canarie, e direi piuttosto rara da potersi ammirare anche in altri paesi, che nei suoi 1500 m quadri riunisce alcune delle piante più tossiche del pianeta. Il JARDÍN VENENOSO, oltre ad essere stato concepito per la sua valenza culturale, la conservazione di specie insolite e spesso rare, diventa una finestra su una collezione botanica insolita e diversa dal solito, ma, sotto una prospettiva ludica, ha anche la fondata pretesa di educare e mettere al corrente la popolazione del pericolo rappresentato dai veleni propri del mondo vegetale.

Il JARDÍN VENENOSO, nel suo percorso, offre interessanti pannelli informativi, che spiegano i miti e le leggende sopra il veleno, informano sugli usi medicinali di alcune specie, descrivono la specifica tossicità e la provenienza geografica di ognuno degli esemplari botanici, dando la possibilità di individuare e imparare a riconoscere dal vivo le piante considerate molto pericolose se non letali.

Concepito per visitatori di tutte le età, il JARDÍN VENENOSO è assolutamente imperdibile e deve essere visitato da tutta la famiglia. Bambini e adulti potranno iniziare a conoscere i misteri delle piante velenose divertendosi insieme, e SOPRATTUTTO saranno protetti, loro e i loro amici, dai pericoli che ne possono derivare. Oltretutto è un vero museo vivo che offre molteplici possibilità a studenti e studiosi, oltre che agli amanti del giardinaggio, della botanica e della farmacologia, che potranno esplorare in un ambiente ameno gli interessanti aspetti della natura più letale.

(Luigi Prosperi)

(NdR ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO, anche se il biglietto del parco non è proprio “popolare”)