GOLF » Letterina al Santo dei Golfisti

Amarilla Golf
Foto di Cristiano Collina

Caro Santo dei Golfisti, non so chi tu sia (anche Google non ha saputo dirmelo) ma, da sempre, t’identifico in un mix tra San Andrea (o meglio Andrews) e Babbo Natale. E dal momento che la stagione di gioco è ancora agli inizi, ho pensato che farti qualche piccola richiesta, affinché tu possa intercedere a nostro favore nell’Empireo, non era forse troppo fuori luogo. Come sai, proteggendoci così attentamente (mi chiedo come tu non riesca a perdere di vista neppure un nostro colpo), noi golfisti siamo una categoria particolare. Abbastanza bislacca, anche. Pertanto sarebbe gradito, visto che ci siamo comportati tutti molto bene, avendo avuto solo 104 deferiti in tutto il territorio per infrazioni sportive, che tu accondiscendessi alle nostre preghiere.

Proteggi il volo della palla
Ci farebbe piacere, innanzitutto, che le nostre palle – tutte costosissime anche se non ne capiamo bene la differenza rispetto a quelle che troviamo nei laghetti – volassero dritte e lunghe. Che non sentissero mai il vento contro e che si adagiassero in green con quel meraviglioso effetto di backspin che così bene ci fanno vedere le trasmissioni televisive che tanto ci appassionano. Non parliamo, mi raccomando, di putt sbordati. Non è ammesso e, proprio, non li vogliamo. Tu capirai, San Andrews/Babbo, che così facendo non avremmo più problemi di virgole né di N.R. di circostanza per nascondere ai nostri amici il disastro che potrebbe avere colpito il nostro gioco. Se poi, con la tua protezione, tutto va bene… che bisogno ci sarà mai di dare un calcetto alla palla che, malefica, si era adagiata in rough in un buco che quel perverso del greenkeeper aveva lasciato lì apposta? In aggiunta, finalmente, potremo anche fare ricucire quei buchi diametro 42,7 mm che facevano uscire dalle nostre tasche tutti i tee e i chiudi-pitch (qualche volta anche qualche palla ma solo nel rough altissimo).

Ispira gli operai del campo
La tua saggezza è tale che, certamente, ti sarà possibile fare in modo che i nostri percorsi da golfisti siano sempre perfetti. Verdi tutto l’anno, perfettamente curati, senza un divot fuori posto. Con rough conformati in modo che la palla sia sempre supportata così bene da poter giocare un legno 3 anche dall’erba alta (relativamente alta, sia chiaro). Ben inteso il campo deve essere verde anche nelle stagioni più calde come in una foto modificata con Photoshop. E questo deve avvenire senza bagnarlo eccessivamente. Perché, insomma, non lo vogliamo né zuppo né giallastro, colore che – tra l’altro – non è nemmeno troppo di moda. Se puoi evitaci la Poa Infestante e la sua lontana cugina Gramigna. Capisco siano anche loro vegetali ma, sinceramente, ne possiamo fare a meno. Noi vogliamo campi perfetti in Agrostis o Bermuda. E se proprio non si può farne a meno vada per qualche trasemina in Loietto. Ovviamente i bunker devono essere di sabbia perfetta e tale da non dovere neppure essere rastrellata. Se fosse possibile, vorremmo quella tipologia e granulometria che si dice esistere in qualche campo e che – terminata in green – automaticamente ritorna nell’alveo naturale dell’ostacolo di sabbia. Altrettanto ovviamente i green devono essere conformati in modo che le pendenze portino tutte in buca. Non troppo lenti ma neppure troppo veloci. Tali che i segni delle nostre palle si richiudano da soli. E che non soffrano se trasciniamo i piedi in maniera un po’ becera.

Aiuta le Segreterie
Certo, Caro Babbo Andrews, sappiamo che la giornata ha soltanto 24 ore, e che le ore di luce sono solo parte di essa, vivendo noi golfisti in Italia e non al Polo. Ma dovresti fare in modo di ispirare i Direttori/Segretari cosicché trovino il sistema di fare giocare tutti alle 11. Magari alle 11,30. E non, per cortesia, con quell’orribile sistema dello Shot-Gun che, per renderci l’orario gradevole, ci costringe a camminare sino alla buca 8 che, notoriamente, è la più lontana dalla club-house. Non è carino! Ispirando le Segreterie, tra l’altro, dovresti anche fare in modo che si giochi tutti col sole.Perché la pioggia è tipicamente scozzese e non del Bel Paese. Le gare, regolarmente Stableford e possibilmente Non Valide per salire, dovrebbero avere premi solo in metallo nobilissimo o, in alternativa, con settimane di sogno ai Caraibi. Con tale abbondanza di premi perché mai dovremmo crearci handicap di gioco fittizi per vincere la Finale di quel Circuito tanto famoso che ti porta agli antipodi?Se mai dovessimo sbagliare a contare i colpi che abbiamo giocato, fai in modo che quel diavolo del Procuratore Federale, che ci sta così antipatico, sia chiamato a occuparsi di cose ben più importanti che non bacchettarci come a scuola perché abbiamo imparato a contare solo fino a cinque! E spiega ai Direttori e agli Arbitri che quando si è tra amici, nella natura, col sole, non è così grave lo sbagliare a fare di somma. Resta inteso, San Andrea, che la nostra scheda handicap non potrà mai salire oltre al 9,9 perché il “one digit” è assolutamente cosa su cui non siamo disposti a trattare.

Promettiamo
Ecco, caro nostro Santo protettore. Questo è quello che ti chiediamo. Non ci pare tanto e certo non fuori dalle tue possibilità. Quindi, per cortesia, viste anche le quote di associazione che come golfisti paghiamo, sei pregato di esaudire le nostre preghiere. Noi, per quanto ci riguarda, ti promettiamo che prima o poi diventeremo Giocatori di Golf.Magari nel 2013. O nel 2023…
Filippo Motta