pag23_sola_edited-1Se mi permettete voglio dare qualche consiglio generale in base alla mia esperienza. Sono un quarantenne e da ben dieci anni ho in mente di trasferirmi in qualche bel posto. Non sono stato con le mani in mano, soprattutto ho raccolto in questi anni molte esperienze di chi aveva già fatto questo passo per capire se veramente ne vale la pena, se è una fuga o una ricerca etc…
Questi sono i punti più interessanti che voglio comunicarvi:
1) Molti degli italiani che scappano in qualche paradiso, tornano indietro dopo due o tre anni. La motivazione principale è la noia.
Attenzione però perché c’è una sorta di “regola generale” che vale per tutti coloro che si trasferiscono in un posto molto diverso da quello in cui si è nati (la conoscono molto bene i giornalisti).
La regola è quella delle “tre fasi”. Ovvero:
a) I primi due anni: L’ENTUSIASMO. Si vedono solo i lati positivi del luogo in cui ci si è trasferiti. Tutto sembra emozionare.
b) Terzo e quarto anno: IL RIFIUTO. Il pensiero ricorrente è: “Tutto sommato l’Italia era meglio”. Questa è la fase critica in cui più o meno il 70% degli “espatriati per caso” decide di tornare a casa.
c) Terza fase, dopo il quarto anno: L’ADATTAMENTO. Chi riesce a superare il quarto anno capisce che ogni luogo ha dei lati positivi e negativi (sembra una banalità ma non lo è) e quindi si adatta al nuovo luogo in maniera sempre più piacevole e si integra completamente con l’ambiente e con la cultura del luogo.
Naturalmente i tempi variano da persona a persona ma è utile tenere presente queste tre fasi se si intende fare il grande passo.
2) Internet ha facilitato molto le cose ultimamente. Ricordo diversi anni fa un’italiana che si era trasferita in Thailandia e diceva di soffrire molto per il fatto di non poter mai leggere un bel libro in italiano. Oggi, con internet, il suo problema non esisterebbe più.
3) Cercate di capire quali sono le cose che non vi piacciono dell’Italia prima di decidere una destinazione. Spesso infatti si finisce per andare in posti dove si ritrovano esattamente quelle stesse cose che ci hanno fatto scappare dall’Italia. E’ il caso dell’Argentina, dove si è trasferito anni fa il mio vicino di casa. Ha preso su un po’ di soldi e ha aperto un bar in Argentina. Dopo un paio d’anni ritorna a casa e mi spiega che l’Argentina ha gli stessi problemi dell’Italia, ma moltiplicati per 10!!! E quindi era meglio l’Italia…
4) Nessun uomo è un’isola e tutti noi viviamo di relazioni. Pertanto più che la bellezza del posto, è importante scegliere un luogo dove ci piacciano le persone locali e la loro cultura. Le palme e le belle spiagge si trovano un po’ dappertutto ma quello che cambia tantissimo è lo spirito delle persone che abitano questi luoghi. La religione, le tradizioni, lo stile di vita dei locali saranno tutte cose con cui prima o poi ci si ritroverà a fare i conti.
5) La sopravvivenza non è un grosso problema per chi viene da un paese avanzato come l’Italia. Se sapete un po’ le lingue e avete una istruzione media, verrete accolti in alcuni paese come degli scienziati!!! Casomai i problemi sono burocratici nel senso che in genere non si può soggiornare in un paese per più di sei mesi. Molti però usano l’escamotage di uscire per qualche giorno dal paese in questione e chiedere nuovamente un visto.  (NdR questa opzione non funziona più in molti paesi…). C’è gente che da dieci anni vive all’estero con visti turistici continuamente rinnovati! Diciamo comunque che per i maschietti è abbastanza facile innamorarsi di qualche bellezza esotica e ritrovarsi con moglie e pargoletto (e visto permanente) senza accorgersi… Le donne fanno un po’ più fatica perché generalmente nei paesi più arretrati vige una cultura tradizionale (o come piace dire alle ragazze… maschilista) e quindi non trovano molto allettante trovarsi un masculo ancora più esigente degli italiani… Ma ci sono sempre le buone eccezioni…
6) Le isole Canarie, che qualcuno ha citato nei forum, dal punto di vista climatico sono senz’altro la località ideale per trasferirsi. Il solo problema delle Canarie è che il tenore di vita è molto simile al nostro. Questo significa che per viverci decentemente bisogna guadagnarsi uno stipendio onorevole. E qui le cose sono un po’ più complicate perché il chioschetto con le bibite e i gelati per iniziare forse non vi bastano neanche a pagare l’affitto dell’appartamento (NdR forse, ANNI FA, il chiringuito non era un sogno impossibile)… Insomma le Canarie vanno bene di solito ai pensionati benestanti che possono contare su un reddito fisso garantito e cospicuo. Infatti chi ci andrà si renderà conto che la maggior parte degli stranieri residenti sono anziani. Il posto però è molto bello per vivere. Basta avere i soldi. (NdR nihil sub sole novum…)
7) Il massimo grado di “insoddisfazione” mi sembra quello degli italiani trasferiti ai Caraibi. Quasi tutti tornano indietro. Dal lato opposto i più soddisfatti sembrano quelli trasferiti a Bali. Un conoscente di Milano è là da oltre 10 anni e non vuole tornare nemmeno sotto tortura…
Vabbè chiudo qui sennò vi annoio.
(Aramis)