pag06_eolico12I ritardi nell’eolico hanno significato 1 miliardo di euro meno per le Canarie, perché da quando sette anni fa nel 2008 il governo regionale ha assegnato 440 MW di potenza che implicavano un investimento privato di circa 700 milioni di euro tutto si è fermato e praticamente neanche uno dei parchi autorizzati è riuscito a partire.
Le Canarie sono la quart’ultima comunità autonoma della Spagna per potenza eolica installata: alle Canarie ci sono 56 parchi di generatori con solo 176 MW, che rappresentano meno dell’1% della capacità eolica della Spagna. Nel luglio 2015 il Governo delle Canarie e il Ministero competente hanno concluso un accordo per favorire la produzione di energia elettrica eolica per cui sarà soltanto necessaria la dichiarazione positiva di impatto ambientale per poter ottenere l’iscrizione nei parchi autorizzati e la conseguente remunerazione fissa di € 86 per ogni megawatt generato.
Lo sviluppo del business eolico nelle isole Canarie è sull’orlo del collasso.
Il 70% della potenza concessa nove anni fa, è a rischio di essere perso per strada a causa di disaccordi tra gli investitori e l’Amministrazione.
Le aziende che hanno vinto l’assegnazione dei 440 megawatt per le Canarie, sono tenuti a compilare la dichiarazione di impatto ambientale. Dei 39 parchi autorizzati, meno di 10 hanno superato l’enigma. La nuova regola prevede che i nuovi parchi eolici dovranno entrare in servizio prima del 31 dicembre 2018. Dopo l’ultima e necessaria approvazione da parte del Consiglio di Stato si dovrebbe poter ottenere, in pratica quasi immediatamente (…….) la produzione di più di 200 megawatt di energia eolica nelle Isole Canarie. Questi impianti ridurrannoà i costi aggiuntivi delle attività elettriche fuori del continente di circa 1.800 milioni di euro all’anno. Le aziende del settore stimano che l’installazione di 440 MW nelle Isole Canarie comporterebbe un investimento di circa 630 milioni di euro e la creazione di circa 3.500 posti di lavoro negli anni di costruzione dei parchi.
Sbloccati altri 13 progetti eolici in tutto l’arcipelago
La nuova procedura per la richiesta di incentivi per l’installazione di impianti eolici nelle isole Canarie, entrata in vigore lo scorso settembre, sblocca tredici progetti che già dispongono della dichiarazione d’impatto ambientale, e quindi possono essere iscritti nel registro speciale della remunerazione da parte del Ministero dell’Industria, Energia e Turismo.
Questi tredici progetti hanno una capacità combinata di 140 megawatt (MW). Per le isole, tre di questi progetti saranno installati a Fuerteventura, con una capacità produttiva di 22,8 MW; due a La Gomera (3,6 MW); uno a Lanzarote (9,2 MW); quattro a Gran Canaria (52,1 MW); due a Tenerife (18 MW); e uno a La Palma (3,6 MW). Sono in cantiere un totale di 39 progetti, anche se alcuni sono appena in incubazione.
I tempi amministrativi per far partire 18 parchi eolici delle Canarie si ridurranno della metà perché il governo li ha dichiarati di interesse strategico per l’arcipelago.
I parchi dichiarati di interesse strategico sono stati:
“Parque Eólico Balcón de Balos”, “Parque Eólico de Vientos del Roque”, “Parque Eólico Tiscamanita”, “Parque Eólico Haría”, “Parque Eólico Ajui” (Agüimes); “Parque Eólico Camino de la Madera”, ”Parque Eólico de Los Nicolases”, “Parque Eólico El Tabaibal” (Santa Lucía); i tre “Parques Eólicos La Sal” (Telde).
Inoltre i 3 parchi “Parques Fuerteventura Renovable I-II e III” (La Oliva); ”Parque Eólico Finca San Juan”, “Parque Eólico Icor” (Arico); “Parque Eólico Rosa Catalina García” (Tuineje); e “Parque Eólico Proyecto Alisio” (Pájara).
In totale, 18 progetti di parchi eolici, dei quali undici sono situati a Gran Canaria, 5 in Fuerteventura
 e due a Tenerife. Questi progetti potranno beneficiare delle disposizioni previste dalla Legge Canaria sul trattamento preferenziale agli investimenti strategici del 2015.
Quindi questi procedimenti amministrativi saranno risolti nella metà del tempo con l’eccezione di quelli relativi alla presentazione di solleciti o ricorsi, procedimenti di concorrenza e a quelli di natura fiscale. La legge stabilisce anche che per tutte le normative urbanistiche, quando queste hanno per oggetto esclusivo l’installazione di investimenti dichiarati di interesse strategico, i tempi si riducono della metà. Ugualmente, si riducono a metà i tempi per l’ottenimento di qualsiasi licenza che risulti necessaria per l’esecuzione, apertura e funzionamento di queste opere e installazioni, salvo che non lo vieti espressamente la normativa statale. Lo stesso succederà per i tempi stabiliti per i procedimenti di carattere ambientale.
(NdR abbiamo assemblato alcune delle notizie stampa che si susseguono sull’argomento: vento sì, no… forse. Un vero peccato non sfruttare questa risorsa naturale proprio qui, per convertire quello che è un fastidio o un piacere sportivo in una vera ricchezza!)
(dalla Redazione)