pag04_pensionati-allesteroI pensionati INPS sono in fuga nei paesi esteri dove il fisco è generoso. L’Italia non è più un Paese accogliente per gli anziani. 500mila pensionati INPS hanno riparato all’estero negli Eldorado dell’esentasse riconosciuti dal nostro Paese. Fuggono dal carovita, dal fisco cinico ed esoso, dal blocco della perequazione che ammazzano i loro redditi. Pensioni da 600/1000 euro, da noi sulla soglia della fame, raddoppiano il loro valore e peso d’acquisto nei posti più ospitali. Il Portogallo è diventato oggi il più gettonato, soppiantando Tunisi diventato troppo a rischio e ultimamente abbandonato anche dai nostri. I portoghesi hanno vinto la sfida al ribasso (l’assegno previdenziale si incassa al lordo), e così in altre nazioni europee come Romania, Bulgaria, Malta. Le regole sono semplici: basta vivere 6 mesi e 1 giorno anche non consecutivi fuori dall’Italia, assumere lo status di “residente non abituale”, aprire un conto corrente bancario, e il gioco è fatto. L’INPS accredita lordi i soldi come da accordi bilaterali. Non solo si può rimpatriare quando si vuole sia pure per brevi periodi, ma si resta a filo diretto audio/video con figli e nipoti grazie a internet e a Skype.

Ormai non fuggono soltanto i cervelloni, ma chi è stufo ed arcistufo delle vessazioni subite. Per molti esasperati 60/70enni, che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese, non resta che scappare all’estero in uno dei Paesi, anche vicini a noi, che non ti spellano vivo con il fisco. Sarà quindi giocoforza, per gli autentici indipendentisti, trovare presto soluzioni. Come neutralizzare la partitocrazia consociativa che ha ucciso la democrazia sostanziale e lo stato di diritto, perpetuando uno Stato onerosissimo che impone il più alto livello di tassazione europeo, e che finisce per condannare a morte le imprese? Moriremo italiani e schiavi degli euro-burocrati?

(Enzo Trentin per il Miglio Verde)