juzgados-aronaGli imputati della Camorra hanno costruito a Tenerife il complesso di appartamenti turistici Marina Palace di Playa Paraiso senza chiedere nessun finanziamento alle banche ma, secondo l’Agencia Tributaria, pagando tutti i lavori con denaro contante che proveniva per il 90% dall’Italia, all’interno di automobili dotate di doppi fondi nascosti. Nell’ottobre del 2011, nel corso della perquisizione a casa di Giuseppe Felaco, la polizia aveva trovato 164.000 euro in banconote dentro una cassaforte.

L’acquisto dei terreni per il Marina Palace è costato € 190.000, mentre i lavori di costruzione ne hanno richiesto altri 3.900.000. La vendita degli appartamenti del complesso ha poi reso 10 milioni di euro, oltre ad altri 4 milioni di euro sotto la voce “varie”…

L’operazione Marina Palace è stata un susseguirsi di liti. Inizialmente gli elevati costi hanno provocato seri conflitti nelle alte sfere del clan Nuvoletta. Secondo la stampa italiana Armando Orlando (uno degli imputati) fu rimpiazzato durante i lavori da Giuseppe Felaco (morto di cancro nel 2011), perché i boss avevano capito che faceva la cresta sui materiali.

Praticamente sembra che il clan Polverino abbia messo dei soldi nel complesso di Playa Paraiso (che fino allora era un progetto dei Nuvoletta, famiglia già in decadenza) nel 2005, e secondo la Guardia Civil sarebbe stato poi Giuseppe Polverino ad ordinare la morte del figlio di Giuseppe, Luigi Felaco, riuscito sorprendentemente a sfuggire alla retata effettuata nel Sud di Tenerife dell’ottobre 2011.

La morte di Luigi che, in qualità di nipote di Angelo Nuvoletta, avrebbe potuto difendere gli interessi del precedentemente potentissimo clan, lasciò libero spazio agli interessi dei Polverino.

Secondo gli investigatori tutta l’organizzazione dell’impresa sarebbe stata opera di Pietro Nocera, responsabile finanziario del clan, anche lui fra gli imputati. Il summenzionato Orlando si era invece incaricato dei lavori di costruzione, mentre altri imputati come Mario Verriale e Renato Melapio, sembra che si occupassero della direzione del Marina Palace prima dell’arrivo di Felaco.


I 21 imputati in questo procedimento sono accusati di associazione a delinquere e riciclaggio di capitali, e l’accusa ha chiesto 10 anni di carcere per ognuno di loro.