Go-Equipment-Narrow-BlackMACCHINE SOFISTICATE CONTRO L’INTELLIGENZA UMANA

ALPHA-GO BATTE IL CAMPIONE MONDIALE DI GO

Così com’era accaduto nel 1996 e 1997 tra Garry Kasparov, campione del mondo di scacchi, e IBM Deep Blue, o le divertentissime partite di tennis tavolo tra il tedesco pluricampione europeo Timo Boll e KUKA Robot, non poteva mancare l’ennesima sfida uomo-macchina; per l’occasione si affrontano, in una serie di 5 incontri, Alpha Go della Google DeepMind e Lee Sedol, campione del mondo di wéiqí (popolarmente conosciuto come GO).

Il wéiqí è un antichissimo e difficilissimo gioco cinese, si pensa sia nato 2500 anni fa. Si gioca su una griglia di legno (goban) composta da 19 righe orizzontali e 19 verticali, nelle intersezioni ognuno dei due giocatori posiziona, a turno, le proprie pedine (pietre) di colore bianco o nero a seconda del sorteggio, con il fine di occupare la maggior quantità di territorio possibile oppure, impedire all’avversario di realizzare detta conquista. Sembra facile ma, il numero di mosse e varianti possono arrivare ad un numero con molti zeri.

Il silicio si aggiudica la prima partita del match dopo quasi quattro ore di gioco. La tensione ha fatto sudare il campione coreano che, incredulo per la sonora sconfitta, ammette di dover rivedere e analizzare alcuni errori commessi nelle prime venti mosse, in modo di poter migliorare e trovare nuove strategie per battere Alpha-Go.

Il risultato e soprattutto la capacità di elaborazione di Alpha hanno soddisfatto le menti Google ma, con profondo rispetto del pluricampione e delle sue incredibili qualità, temono che la macchina sia stata spinta verso il limite delle proprie potenzialità.


PILLOLE DI SPORT di Claudio Palumbo