Malleus col Maestro Vessicchio
Malleus col Maestro Vessicchio

Abbiamo incontrato il misterioso Malleus, l’inventore marchigiano della musica olfattiva

di Paolo Gatto

Recanati, la ridente cittadina marchigiana carica di storia e di bellezze artistiche nella quale sono nati illustri personaggi tra i quali Beniamino Gigli e Giacomo Leopardi, ha da qualche tempo un’attrattiva in più in grado di soddisfare i più esigenti viaggiatori e turisti in cerca di novità e di inedite piacevolezze: il Castello Malleus che è insieme il più grande Scriptorium europeo di arte amanuense e la struttura presso la quale si svolgono periodicamente i concerti di musica olfattiva, un singolare abbinamento di musica e profumi reso possibile da un’adeguata quanto relativamente semplice piattaforma tecnologica. Dell’una e dell’altra attrazione è responsabile e artefice l’imprenditore Enrico Ragni, fine amanuense titolare dell’Antica Bottega Amanuense e compositore dell’“Opera Totale”, possente componimento musicale che, abbinato agli elementi olfattivi, scompone e ricompone, ora con impeto ora con dolcezza, magiche sensazioni dalle quali nel pubblico che progressivamente abbandona ogni resistenza scaturiscono sogni, aspirazioni, ricordi, paure, intenerimenti e timori ancestrali affioranti in piacevole libertà dal fondo del sentimento, delle passioni e a volte dalle viscere.

La tecnica che rende possibili questi concerti unici al mondo è ormai collaudata da anni. La strumentazione è un po’ ingombrante a causa del così detto organo della profumazione, enorme e simile all’organo di una chiesa. Manca la miniaturizzazione di tipo industriale. Ma insieme alle note musicali i profumi arrivano impetuosi, persistono, spariscono, riappaiono e si susseguono senza mischiarsi, alla perfezione, che è una bellezza. E dire che il primo concerto abbinato ai profumi, di cui chi scrive è stato giornalisticamente testimone, risale alla fine del secolo scorso. Se fosse avvenuto in un Paese meno sonnolento e perditempo come l’Italia di oggi, di ieri e dell’altro ieri a quest’ora avremmo conquistato il mondo intero con televisori che trasmettono profumi e cattivi odori, radio e riproduttori musicali che farebbero altrettanto, nuove professionalità che a musiche e fiction abbinano elementi olfattivi, musei e locali pubblici concepiti e attrezzati adeguatamente, insomma nuove professioni, nuovi impianti produttivi, fatturati da capogiro. Qualcosa di analogo a quanto è avvenuto negli USA e nel mondo coi pc, coi telefonini, coi motori di ricerca, coi network. Le potenzialità della creatività italiana sono dure a morire e sono enormi. Ma non c’è più l’infrastruttura politica, bancaria che, invece di “blablare”, come dice il comico Gigi Proietti, si concentri sul fare e soprattutto sul saper fare. Così un’invenzione talmente originale come la musica olfattiva rimane un’attrazione locale, ben ideata e ben riuscita, non un business di portata planetaria come Microsoft, Apple, Google, Facebook per intenderci.  Parliamo, lo sottolineiamo, di un’invenzione della metà degli Anni ’90 del secolo scorso come ci conferma l’artefice di tutto ciò, il misterioso Malleus.

Malleus, può dirci qual è stato, in che data e dove si è svolto il suo primo concerto di musica e profumi?

Era il 20 dicembre 1996, all’Acquario di Roma. Fu la prima  mondiale. C’era anche lei…


E il concerto più recente?

Sabato 5 marzo 2016. C’era anche una folta presenza di Guardie svizzere pontificie con le relative famiglie.

Quali profumazioni compaiono nei suoi concerti?

Ci sono 9 tipi di profumi ed odori. Alcuni sono forniti da vari Maestri profumieri, altri vengono prodotti con una formula riservata, altri sono distillati direttamente da me per sottolineare i vari “ambient” presenti nell’Opera e quindi odore delle muffe delle grotte, odore dello spazio, odore del temporale e altri ancora.

Può descriverci in quale maniera si susseguono note e profumi e come, nel corso dello spettacolo, viene tolto l’odore precedente per far posto al successivo senza commistioni che rovinerebbero tutto e potrebbero persino risultare sgradevoli?

Le rispondo riferendomi al mio componimento “Opera Totale” anche se quanto dico vale sostanzialmente per ogni altra composizione alla quale è possibile abbinare profumi. Tutti gli aspetti emotivi della composizione vengono sottolineati con una componente olfattiva che accentua e rende reali tutti gli ambienti di passaggio da una parte all’altra della composizione. Il sistema è computerizzato e controlla in maniera millimetrica le quantità di profumi necessari per quel particolare auditorium dove si svolge il concerto. C’è tutto un sistema hardware e software che presiede alla distillazione delle essenze e all’esplosione, in senso figurato, degli effetti speciali.

Tecnicamente, quali sono gli ambienti ideali e l’attrezzatura necessaria allo svolgimento di un concerto olfattivo e come funziona tale attrezzatura?

L’ambiente ideale sarebbe un auditorium in cui il pubblico è seduto circolarmente al centro ma può andare bene anche una platea di un teatro con uno spazio di qualche metro di distanza tra muro e poltrone. L’attrezzatura necessaria è un impianto audio surround di buona qualità e potenza che riesca a contenere le grandi dinamiche musicali della composizione (nei concerti attuali la composizione è intitolata “Opera Totale”, ndr). Tutto il complesso olfattivo composto dall’organo di profumazione, somigliante ad un vero e proprio organo, e da 2 ventilatori è montato su ruote ed è orientato verso il pubblico a circa 4 mt di distanza. Altri effetti invece sono posizionati in alto al centro della platea. Audio ed effetti sono gestiti da un processore che fa sì che musica e profumi siano in perfetto sincronismo.

Da chi è composto il suo pubblico, cioè chi viene ai concerti di musica olfattiva e dove si svolgono?

Attualmente i concerti si svolgono nella hall del Castello Màlleus. Ci sono 50 posti. Il pubblico è molto vario: giovani dai 18 ai 20 anni fino ai diversamente giovani di 65, 70 anni.  In verità, tra gli spettatori, prevalgono le donne probabilmente per la loro maggiore sensibilità. C’è inoltre una molteplice rappresentanza sociale di varie estrapolazioni. Da un po’ di tempo vengono anche turisti stranieri. 

Qual è in genere la reazione del pubblico?

Quasi sempre il rientro allo stato vigile avviene con lentezza. A volte devo intervenire personalmente a risvegliare qualche persona che tarda ad aprire gli occhi. Con suo dispiacere, devo dire, a causa dello stato di benessere in cui si beava. Ѐ veramente emozionante ricevere forti abbracci dal pubblico con le lacrime agli occhi che ringrazia per le tante emozioni provate. La frase più ricorrente è: “mai provata una cosa del genere in vita mia”.

Si possono fare concerti olfattivi all’aperto, che so: in piazza, su una spiaggia, in uno stadio…?

No.

Il trasporto delle attrezzature è complesso e soprattutto molto costoso?

Abbastanza complesso per la cura con cui va trattato l’organo di profumazione. Il costo è in rapporto alla distanza da Recanati.

Com’è nata l’idea di abbinare i profumi alla musica?

Durante un viaggio, in automobile, mentre ascoltavo Opera Totale mi è arrivato un profumo dall’esterno che abbinato a quel momento emotivo della musica, ha intensificato notevolmente lo spessore dell’emozione.  Poi ci ho riflettuto su e ho capito che poteva diventare un’idea geniale. E così che è nata la musica olfattiva.

L’industria giapponese da tempo sta covando qualche sperimentazione in proposito. A che punto le risulta che sia?

Si sta lavorando partendo come nel suono da 7 fragranze olfattive che combinate darebbero un’infinità di profumi.

Che futuro prevede per la musica olfattiva?

Penso che ci saranno sviluppi molto interessanti. Che io sappia, finora non ci sono al mondo concerti simili a quelli che faccio al Castello Malleus qui a Recanati. Ciò dipende probabilmente dalla difficoltà di trattare l’olfattivo, perché il vero problema di questi eventi non è immettere il profumo ma toglierlo!!!  So che ci sono da tempo anche delle sperimentazioni in ambito cinematografico per attrezzare le sale anche per la diffusione di profumi ed odori. Vedremo.

Si possono già ipotizzare per il futuro apparecchi radio, tv, hifi, sale cinematografiche in grado di riprodurre odori buoni o cattivi, profumi? E’ possibile che vengano fondate vere e proprie scuole che facciano nascere nuove professionalità?

Per adesso penso che sia prematuro, però questa sua domanda potrebbe essere una fonte di riflessione e di interessanti sviluppi per il futuro.

Ha ricevuto qualche proposta per uno sfruttamento su larga scala della suo modo innovativo di fare musica?

No.

Per concludere, Maestro Malleus, verrebbe a Tenerife a fare qualche concerto di musica olfattiva?

Penso che spostare gli strumenti fino a Tenerife sia molto costoso ma se c’è un’organizzazione che paga, perché no?