La scure di Equitalia su Luca LaurentiPer fortuna o purtroppo (dipendendo dai punti di vista) il trasferimento all’estero della residenza, nell’ambito di un Paese facente parte dell’Unione Europea, non rappresenta un impedimento per il Fisco italiano qualora decida di agire nei confronti del contribuente “ribelle” e riscuotere coattivamente i tributi non versati.

Le cartelle di pagamento destinate agli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE verranno trasmesse al nuovo indirizzo attraverso gli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente. Per coloro che, pur vivendo di fatto all’estero non si sono iscritti all’AIRE per i più svariati motivi (tra i quali la speranza di non essere rintracciati), la comunicazione verrà effettuata presso l’ultima residenza conosciuta in Italia. In entrambi i casi, che si viva in Italia o all’estero, non ritirare la comunicazione non sortisce alcun effetto poiché, in tal caso, la notificazione si intenderà perfezionata attraverso quella che si chiama “compiuta giacenza”.

Esaurita la fase della comunicazione, Equitalia potrà procedere alla riscossione vera e propria attraverso meccanismi di recupero coattivo del credito (pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi), avvalendosi delle misure cautelari nei confronti del contribuente che la legge le consente (iscrizioni ipotecarie su beni immobili, fermo amministrativo per beni mobili ecc.). L’attivazione della procedura coattiva non si limita ai beni presenti in territorio italiano poiché già da tempo a livello europeo sono stati previsti meccanismi di collaborazione tra le autorità dei singoli Stati membri, finalizzati proprio al recupero dei crediti a mezzo espropriazione forzata su tutto il territorio europeo.

Infine va ricordato che, salvo non cadano in prescrizione (ovvero sia trascorso un lasso di tempo, stabilito per legge secondo il tipo di credito, senza che il creditore solleciti il pagamento di quanto gli è dovuto), i debiti restano ad aspettare i nostri eredi, i quali per liberarsi dell’ingrato fardello dovranno rinunciare in blocco all’eredità.

(Avv. Elena Oldani)