Antichi suoni nelle Canarie

Foto di Cristiano Collina
Foto di Cristiano Collina

Questo mese l’arca del mistero salpa sulle note melodiose e uniche della cultura Guanche. In tutte le isole Canarie si trovano alcuni strumenti musicali Guanche cosí particolari e lontani dalla definizione moderna da passare totalmente inosservati pur trovandoseli di fronte.

Secondo recenti investigazioni ci sono almeno 300 di questi strumenti sparsi sul territorio tinerfegno e almeno un 30 citazioni topografiche su tutta l’isola.

Uno degli strumenti che vogliamo analizzare si trova nel Risco de Malpaso nei pressi del paesino di Valle San Lorenzo situato nel sud di Tenerife. Entrando nel barranco ed addentrandoci nel bosco possiamo trovare una pietra di colore nero con una forma molto particolare e chiaramente lavorata da esseri umani con estrema cura. Secondo le datazioni dei resti organici lasciati su di essa si è arrivati a concludere che fu lavorata circa mille, millecinquecento anni fa.

Le pietre di cui stiamo parlando prendono il nome di litofono, dal latino lito = pietra e fono = suono. Utilizzando una piccola pietra, le mani sapienti dei musicisti Guanche colpivano in vari punti queste rocce tagliate riproducendo una serie di note con tonalità molto chiare, definite e con ottave molto diverse tra loro.

Questo xilofono di pietra fu utilizzato nel sud dell’isola dai nativi fino alla fine del 1800, per avvisare dell’arrivo dei conquistatori, oltre ad altri utilizzi più tradizionali.

Il suo uso principale si lega alle tradizioni e al mondo religioso degli indigeni delle isole, infatti lo utilizzavano con finalità sacre e per questo si possono trovare prossimi ai luoghi di culto e celebrazione Guanche chiamati “Rancho de las almas” sempre orientati in direzione est-ovest come il percorso del sole (Magek) nel cielo.


Le tonalità riprodotte da questi strumenti sono le più diverse, dipendendo dal tipo di roccia e dalla lavorazione, ad esempio vicino a Santa Ursula si trova un litofono in grado di produrre suoni metallici molto acuti simili ai suoni dei tamburi caraibici tanto caratteristici, mentre anche nella zona di Izañasi si trova un altro litofono dal suono metallico le cui note possono essere ascoltate fino a mezzo chilometro di distanza.

Nella zona di Igueste de San Andres si trova una grotta chiamata “Cueva de las campanilla”  al cui interno si trovano delle pietre basaltiche in grado di produrre suoni molto bassi e cupi simili ad un moderno basso.

A parte il chiaro uso cerimoniale, secondo le ultime investigazioni, questi strumenti con tonalità così particolari potevano indurre uno stato alterato di coscienza agli shamani Guanche e permettere loro il passaggio al mondo degli spiriti e comunicazione con essi.

Purtroppo molti di questi stupendi retaggi storici sono stati spogliati delle decorazioni che li adornavano, perdendo così moltissime informazioni importanti, però analizzando le zone intorno si possono trovare vari simboli che ripropongono strutture simili a quelle presenti nelle cattedrali massoniche e gotiche, spirali, simboli geometrici, cosí come scacchiere perfettamente intagliate ed utilizzate probabilmente come calendari lunari, unendo simboli solari e lunari con un significato profondo, unendo il mondo maschile e femminile della natura.

Come conferma di questa unione nella zona di Güimar si trova un luogo chiamato “Laja de las campanas” dove, a parte la presenza di uno di questi strumenti, si trovano anche degli obelischi con una chiara connotazione fallica, vicino a delle aperture nel terreno simbolo chiaro del lato femminile della terra, e queste formazioni hanno fatto pensare agli storici che la zona servisse per rituali legati alla fertilità.

Addentrandoci nella mitologia greca si scopre che le Esperidi, figlie del dio Atlas e protettrici del giardino delle mele d’oro di Era e che si identifica con Tenerife, utilizzavano strumenti musicali per tranquillizzare e addormentare il drago Ladon. Una di loro utilizzava una sorta di xilofono per produrre delle melodie così delicate e armoniose da attrarre l’attenzione anche degli dei.

Chiaramente non si potranno avere mai dei dati per corroborare la mitologia però la descrizione di questo xilofono fa ricordare moltissimo ai litofoni dell’isola dando loro una connotazione molto romantica.

(Loris Scroffernecher)