ACHTUNG! HACKER

Cyber-crimeACHTUNG! HACKER

di Paolo Gatto

Messa in archivio la Pasqua cattolica e festeggiata il primo maggio quella ortodossa, la primavera avanza di giorno in giorno traghettandoci al galoppo verso l’estate, stagione di sole, di vacanze e, si spera, di serenità e spensieratezza, anche se i problemi di sicurezza per chi viaggia non mancano, lo sappiamo bene dopo gli ultimi attentati terroristici. Ma le vacanze che verranno o qualche weekend che le anticiperà ci porteranno ugualmente in aeroporti, stazioni ferroviarie e posti analoghi nei quali alle consolidate accortezze contro truffe, borseggi, scippi o reati “minori”, e d‘ora in poi contro eventuali attentati, è opportuno aggiungere al nostro bagaglio di difese alcune supplementari modalità di comportamento che ci rendano immuni dai nuovi crimini ad alta specializzazione tecnologica che sono costituiti dai crimini informatici: quelli che manomettono non solo i nostri pc ma anche i dispositivi mobili nei quali loschi malintenzionati si introducono per derubarci con assoluta destrezza e determinazione: laptop, smartphone, tablet e via dicendo. 

Ai borseggiatori, ai furfanti spesso ingegnosi e agli scippatori tradizionali si affiancano infatti da qualche tempo gli scippatori d’identità, di dati personali tra i più riservati che gli consentono di gestire spregiudicatamente i nostri conti correnti bancari, le carte di credito e altro ancora provocando danni, disagi e rischi veramente enormi e molto impegnativi da gestire e neutralizzare in modo che abbiano definitivamente fine. E allora, che fare? La regola principe anche in questo caso è quella degli antichi perché solo gli idioti abbracciano nuove regole quando la saggezza di generazioni e generazioni che ci hanno preceduto ne ha prodotte di valide e funzionanti: prevenire è meglio che curare. Invece di farci truffare e poi piangere e penare per riparare i danni, quelli riparabili almeno, proponiamoci di fare sempre terra bruciata attorno agli ingegneri della truffa, perché di questo si tratta: hacker per lo più ingegneri elettronici oppure ragazzini smanettoni e sveglissimi, quasi geniali, il che è ancora peggio.

Visto che stiamo parlando di ferie, vacanze e viaggi, che vorremmo goderci nella più piena delle gratificazioni, fate molta attenzione agli accessi Wi-Fi pubblici che ormai si trovano ovunque, dagli Internet cafè agli aeroporti e alle stazioni ferroviarie. Sono questi i luoghi di attesa o di transito nei quali viene spontaneo fare cose che non abbiamo avuto il tempo di fare prima: scrivere un messaggino, riprendere un contatto di amicizia o di lavoro,  inviare qualche dato al collega, al capo, alla segretaria, controllare il conto corrente, effettuare un pagamento e cose analoghe. Ecco dunque alcune regole pratiche per proteggersi negli hotspot pubblici che sono reti wireless che consentono l’accesso condiviso a Internet il più delle volte, purtroppo, senza accorgimenti minimi di sicurezza a cominciare da un idoneo sistema di crittografia. In tal modo i nostri dati vengono trasmessi senza protezione sotto forma di segnali radio nell’aria e sono pertanto facilmente intercettabili da chiunque lo sappia fare.

Anzitutto è consigliabile prendere l’abitudine di selezionare sempre manualmente l’hotspot con cui stabilire la connessione e disattivare prontamente la scheda wireless quando non viene utilizzata.


Altro accorgimento importante è quello di non gestire assolutamente il conto corrente bancario o altre transazioni importanti in un hotspot pubblico. È inoltre estremamente opportuno ridurre al minimo la quantità di dati riservati e personali memorizzati su portatili e palmari e va assolutamente evitato l’invio di dati “riservati” che non dovrebbero essere divulgati in pubblico così come va evitata la consultazione di siti Web che è preferibile non vengano osservati da estranei.

Siamo dunque cauti quando maneggiamo computer, telefonini o tablet in luoghi pubblici utilizzando i “liberi accessi”. I crimini informatici sono in netto aumento. In Italia sono la terza categoria di frode economico-finanziaria, dopo l’appropriazione indebita e la corruzione. Dalle truffe non sono esenti le organizzazioni e le aziende. Sempre in Italia un’azienda su 5 dichiara di essere stata vittima negli ultimi due anni di frodi economiche e di queste il 20% ha subito crimini informatici. In generale un’azienda su 4 ha registrato danni superiori al milione di euro. Quando ci troviamo in un hotspot pubblico non è possibile sapere che tipo di virus potrebbero aver colpito gli altri computer connessi o se è all’opera un hacker che si sta aggirando nella rete a caccia di vittime. Ed è questo il motivo per il quale è ragionevole e necessario difendersi dai crimini informatici, dal furto di identità alla distrazione di danaro, e dai conseguenti a volte ingentissimi danni.