PASSATEMPO, GIOCO, AGONISMO…

joggingPillole di sport di Claudio Palumbo

Lo sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche, quindi un complesso di movimenti e manifestazioni atte a migliorare la salute e la mente delle persone.

L’uomo pratica il culto della fisicità sin dalle origini; per divertimento proprio e altrui, addirittura per necessità – pensiamo alle fatiche di Ercole e ai Gladiatori – altre con indole sacrale, educativo o militare.

L’evoluzione della pratica sportiva è collegata al posto che occupa nella società, già nell’antica Grecia troviamo le prime similitudini con lo sport moderno; il culto della bellezza e l’importanza delle competizioni conferivano ai migliori una grande rilevanza sociale.

La pratica attiva dello sport fu, purtroppo, sfruttata da molti regimi; il nazionalsocialismo tedesco ne fece una bandiera per elevare la razza ariana, poi copiata “pari pari” dal partito fascista italiano e dai regimi comunisti dell’est europeo e del lontano oriente con l’intento d’imporre la propria forza.

Per fortuna il concetto “vero” di sport non si è perso d’animo, e le diverse forme di praticarlo lo dimostrano. Qui a Tenerife per esempio, vediamo persone di tutte le età, e a tutte le ore, che per svago o voglia di star bene fanno una corsetta, pedalano, camminano, si destreggiano in giochi fisici e della mente, sia all’aperto sia al chiuso.


Altri sono impegnati in modo importante, con o senza attrezzature, in modo individuale o collettivo.

La corsa e la lotta sono le attività fisiche senza attrezzature per eccellenza, e le più antiche delle competizioni individuali. Al contrario, il lancio del disco, del giavellotto, il tiro con l’arco e l’ippica rappresentano la più antica espressione degli sport in cui l’atleta si avvale dell’uso di un attrezzo o mezzo per realizzare tale prestazione.

Dall’altro canto, collettivamente, i giochi con la palla sono molto antichi. In Grecia e a Roma si praticava il pheristerium, molto simile alla pallapugno. Inoltre, molto popolari erano il trigon, in cui tre giocatori, stando in postazioni fisse, si passavano la palla cercando di non farla cadere a terra, e il follis o folliculus (pallone di pelle conciata e piena d’aria) che inizialmente consisteva in una serie di passaggi, ed era diffuso in tutte le provincie dell’impero romano, al quale giocava anche l’imperatore Augusto al ritorno delle battaglie. (Svetonio, Augustus, 83)

Vediamo alcune differenze e similitudini tra gli sport individuali e di squadra:

SPORT INDIVIDUALI

Sono quelli in cui l’individuo realizza da solo un’attività fisica e/o mentale con il fine di raggiungere o superare un obiettivo misurabile, come il tempo, la distanza, un altro singolo avversario, la precisione di un’esecuzione tecnica, ecc. e per conseguirlo adotta particolari tecniche di autocontrollo, autovalutazione e l’accettazione della propria responsabilità, giacché non può incolpare nessuno per la non riuscita. Inoltre, come conseguenza del dover superare un obiettivo già determinato, ha bisogno di saper dominare se stesso e le diverse tecniche e automatismi necessari, nonché il saper maneggiare oggetti complessi.

SPORT DI SQUADRA

Sono discipline dove si affrontano due squadre composte dal medesimo numero di atleti e con uno stesso fine comune: battere l’avversario grazie all’armonica interazione tra i compagni.

In entrambe le tipologie troviamo degli elementi costanti:

Il mezzo: per esempio un oggetto sferico di svariate circonferenze e peso secondo la disciplina praticata diventa l’elemento comune sul quale si svolge il gioco, e di comunicazione tra i giocatori.

Il terreno di gioco: ben definito, rappresenta il luogo dove si svolgono le azioni.

Il regolamento: attraverso di una serie di norme pone le basi per il corretto svolgimento. Definisce, per esempio, le dimensioni del terreno di gioco, il tipo e le dimensioni del mezzo da utilizzare, il numero di atleti richiesti, e tiene conto di tutte le condizioni e situazioni previe all’inizio, durante lo svolgimento, e a sua volta stipula la fine del gioco e il comportamento da tenere post gioco.

Per la pratica agonistica e soprattutto professionistica subentrano prepotentemente il diritto, la medicina e la giustizia dello sport.

Come elementi diversi per ogni singolo o squadra abbiamo la tecnica posseduta, le tattiche e le strategie adottate per il raggiungimento dei risultati sperati.

Ora, che si pratichi uno sport individuale o di squadra è solo una questione personale, e senza intraprendere il difficile cammino pedagogico che ne risulterebbe, mi limito a consigliare uno sport diverso rispetto al solito “mettere le gambe sotto il tavolo” per mangiare, giocare a carte o martoriare il personal computer. Un minimo di movimento fa bene a tutti, basta partecipare, d’altronde si è qui anche per questo e non sempre è necessario vincere qualcosa.