Miscelazione futurista (1930)

Foto di Gigi Padovani
Foto di Gigi Padovani

1900, epoca di grandi trasformazioni e di evoluzione per l’umanità, basti pensare all’invenzione della luce, del cinema dei fratelli Lumiere,  dell’aeroplano,  della radio, nata alla fine dell’800 ma consacrata agli inizi degli anni ’20 dove divenne il più potente mezzo di comunicazione di massa, la gente si ritrovava tutta intorno alla radio per ascoltare i racconti a puntate, notiziari e poi i proclami del regime fascista. L’energia elettrica che si andava diffondendo poco a poco in tutte le città, la rivoluzione automobilistica e industriale, l’invenzione della bachelite, la materia plastica che rese possibile realizzare forme ed oggetti fin allora impensabili, che insieme al cinema e alla nuova visione del mondo influenzarono anche il mondo dell’arte e dell’ingegneria. Agli inizi del 900, Filippo Tommaso Marinetti fonda  un movimento culturale,il Futurismo”, che affrontò come tema l’arte in tutte le sue sfaccettature, tra le quali comprendeva il mondo del bere miscelato e la cucina. A Milano al “Caffe del Centro” e al “Savini”, al “Caffe Campari” e al “Cova” iniziarono a muovere i primi passi del manifesto tecnico della pittura futurista con animate discussioni del giovane gruppo d’artisti che da lì a poco avrebbe dato inizio a una vera e propria rivoluzione dell’arte, della poesia e dando poco a poco forma alla visione del movimento,  il cui eco era destinato a propagarsi dapprima in Italia per poi diffondersi in tutto il mondo.  Il leader del movimento affermò: “Si pensa, si sogna e si agisce a seconda di ciò che mangiamo e beviamo, facendo suo il motto che il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono, dando inizio al primo e unico tentativo italiano di cambiare le regole della mescita del cocktail, iniziando dal nome stesso trasformandolo in “Polibibite”, come forma complementare, plastica, al cibo, diventando una forma d’arte estemporanea, che deve durare solo alcuni minuti, suscitando emozioni e commenti di chi lo sorbisce. Il tentativo quindi di sconvolgere il concetto classico, valido fino ad allora, di un cocktail vissuto a livello temporale, con la cena a far da divisione fra le due principali classi: Pre-Dinner e After Dinner. Nacquero quindi 17 Polibibite, tra le quali abbiamo pensato di proporvene una in particolare di facile preparazione:

GIOSTRA D’ALCOL: 6cl. Barbera d’Asti, 3cl. Campari Bitter, 3cl. Cedrata Tassoni

cocktail_retroCome vuole il nome di questa polibibita, il movimento circolare ripetitivo, è fondamentale per la degustazione. Formaggio e cioccolato, fissati a lunghi stecchi, fanno pensare che il bevitore avesse il compito di rimestare la bevanda continuamente in una spirale continua, come una vera giostra d’alcol.

Uno speciale ringraziamento all’amico e collega Fulvio Piccinino per la sua costante ricerca storica e la divulgazione dell’eccellenza italiana nei suoi seminari, autore del libro “MISCELAZIONE FUTURISTA”, fonte inestimabile per questo articolo.

(Nicola Giglio)