Faccio i debiti e scappo alle Canarie: privati

EquitaliaChe fine farebbero i debiti contratti con banche, assicurazioni, società o altri soggetti privati nel caso decidessimo di fare le valigie per non tornare più?

Il creditore, anche se si tratta di un soggetto privato (dei debiti contratti con la pubblica amministrazione abbiamo già parlato in un precedente articolo), attualmente gode a livello europeo di agevolazioni importantissime in materia di recupero crediti. Nel corso degli anni, infatti, l’Unione Europea ha adottato una serie di regolamenti tra i quali spiccano il Regolamento CE 805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, il Regolamento CE 1896/2006 che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento ed il Regolamento UE 655/2014 che prevede l’emissione di un’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari.

Il titolo esecutivo europeo altro non è che la certificazione di una decisione giudiziaria già emessa in uno Stato membro affinché acquisisca piena validità esecutiva su tutto il territorio UE. In tal modo il creditore può procedere direttamente all’esecuzione in un qualsiasi Stato membro dell’Unione diverso da quello di emissione dell’atto. Le decisioni giudiziarie in questione devono chiaramente essere relative a crediti non contestati nel corso del procedimento giudiziario (ad es. decreto ingiuntivo non opposto) o espressamente riconosciuti in via stragiudiziale (ad es. lettera di riconoscimento di debito).

Il procedimento d’ingiunzione europeo invece consente al titolare di un credito certo liquido ed esigibile di richiedere all’autorità giudiziaria competente, ossia il giudice dello Stato membro nel quale il debitore è espatriato, un’ingiunzione di pagamento europea compilando un apposito formulario, per il quale peraltro non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Se risultano soddisfatte le condizioni stabilite nel Regolamento (riguardo gli elementi di prova da allegare, l’esigibilità del credito ecc.), il giudice emette l’ingiunzione di pagamento. Trascorsi trenta giorni senza che sia stata fatta opposizione ed in assenza del pagamento della somma dovuta, il creditore può attivare direttamente la procedura di pignoramento secondo le norme di esecuzione dello Stato membro in cui il decreto è stato emesso. Se, invece, il debitore fa opposizione, si passa ad un procedimento ordinario.

Il Regolamento più recente, infine, istituisce la procedura cautelare di sequestro conservativo su conti correnti bancari transfrontalieri che consente di “congelare” le somme detenute dal debitore presso istituti di credito esteri. Il creditore può ricorrere alla suddetta procedura preventiva solo in relazione a crediti pecuniari di natura civilistica, dovendo peraltro dimostrare il rischio concreto che l’esecuzione della decisione giudiziaria potrebbe essere compromessa in assenza dell’applicazione di tale misura (ad esempio in caso di rischio concreto di dissipazione dei propri averi da parte del debitore). Il Regolamento ha inoltre sancito l’obbligo per ciascuno Stato membro di designare un’autorità di informazione per fornire indicazioni al creditore circa l’esistenza e l’ubicazione di eventuali conti correnti del debitore.

Al di là delle misure previste a livello europeo, non applicabili a tutti i tipi di credito, non va dimenticato che il creditore potrà avvalersi degli strumenti giudiziari che le leggi del nuovo luogo di domicilio o residenza del debitore consentono per il recupero coattivo di quanto dovuto.


Una volta ottenuto un titolo esecutivo, quali sono i beni aggredibili dal creditore? Sicuramente beni immobili, beni mobili (tra questi le liquidità in conto corrente, oggetti di valore, autovetture ecc.), stipendio e pensione (entro certi limiti e, nel caso della pensione, nel rispetto del minimo vitale).

In buona sostanza non è così semplice liberarsi del principio generale sancito dall’articolo 2740 del Codice Civile italiano, ossia che “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”.

Se qualcuno dei lettori si stesse preoccupando per non aver pagato l’ultima bolletta del telefono o saldato la tintoria prima di partire definitivamente per le Canarie, non si faccia cogliere dal panico.  Considerato che, per quanto le procedure di recupero possano essere state snellite nel tempo, per il creditore rappresentano comunque un investimento di energia e soldi che spesso e volentieri decide di risparmiarsi se la somma dovuta è esigua.

(Avv. Elena Oldani)