kiddI viaggi di Capitan Kidd

Autore Ivo Ragazzini  Nato 08/04/1957 a Forlì

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8 maggio 1701. Sul molo delle esecuzioni di Londra, dieci marinai accusati di pirateria stanno per essere giustiziati in mezzo alla folla e una marea di navi piene di persone sono accorse per la loro esecuzione. Tra loro c’è William Kidd, ex capitano dell’Adventure Galley nave corsara armata di 34 cannoni.


Ma cosa avevano combinato? Che differenza c’era tra pirati e corsari?

Per rispondere a queste domande occorre rivedere gli eventi.

Verso la fine del ‘600 le rotte commerciali delle compagnie delle indie erano minacciate da pirati che infestavano l’oceano indiano.

Capitan Kidd era un ufficiale inglese che, viste le sue precedenti avventure al comando di bucanieri nel mar dei Caraibi, fu ritenuto adatto per contrastarli e si mise in affari con alcuni politici e uomini d’affari di New York, allora colonia inglese.

Venne così nominato corsaro al servizio dell’Inghilterra dal governatore di New York, anch’egli suo socio in affari, e affidandogli una nave, gli venne concesso il permesso di autofinanziare le sue imprese, attaccando i pirati e le navi francesi, nemici allora degli inglesi, che avrebbe incontrato lungo le rotte dell’oceano indiano.

I corsari contrariamente ai pirati, che attaccavano chiunque per bottino, erano marinai fiduciari, che combattevano sotto la bandiera di uno stato, contro un nemico comune, in cambio unicamente del bottino di guerra che riuscivano ad ottenere, con contratto “niente preda, niente paga”.

Il sistema di spartizione del bottino era a quote, come quello in uso di molti altri equipaggi dell’epoca.

Ogni corsaro a seconda del suo incarico veniva arruolato con un tot di unità base di paga. In pratica un ufficiale corsaro poteva avere ad esempio 10 unità base di paga, mentre un sottufficiale 5 e un mozzo solo 1.

Una volta venduto il bottino, il ricavato veniva diviso in tante unità di paga base per quante ce n’erano nei contratti di bordo, e venivano corrisposte a ognuno le quote spettanti.

Quindi se le prede erano tante, la paga poteva essere molto alta.

Ma spesso capitava che, non trovando prede in mare, o rompendo il contratto di fedeltà, i corsari iniziassero a rapinare chiunque, e così fu per l’equipaggio di Capitan Kidd che, inviato nei pressi del Madagascar per assaltare pirati e bastimenti francesi ebbe una serie di disavventure.

Appena doppiato Capo Buona Speranza un terzo dell’equipaggio morì o si ammalò di colera e dovettero sostituirli con nuove persone reclutate dai porti africani. Inoltre la nave aveva qualche difetto di tenuta e imbarcava acqua.

Lasciata l’Africa si misero in rotta verso il Madagascar e le isole Comore, per iniziare la caccia alle navi pirata e francesi che avrebbero incrociato, ma per 18 mesi avvistarono solo navi inglesi e olandesi alleate.

Così, stufo e affamato, l’equipaggio iniziò a protestare per la mancanza di bottino e cominciarono ad abbordare e rapinare passeggeri di alcune piccole navi nei pressi del Madagascar, per cui ben presto, grazie alle denunce e ai racconti dei sopravvissuti, si sparse la voce tra i porti del sud Africa che Capitan Kidd e il suo equipaggio erano diventati pirati.

Allora decisero che era meglio cambiare aria e salire verso il Mar Rosso, altro luogo infestato da pirati, dove transitavano di frequente ricchi convogli e bastimenti delle compagnie orientali delle Indie.

Tuttavia arrivati nel Mar Rosso, attaccarono una flotta di pellegrini in transito, salpati dalle Indie.

La flotta era scortata da alcune navi europee, tra cui lo Sceptre, una nave comandata da Edward Barlow, un capitano diventato famoso per i suoi giornali di bordo sui quali, oltre a descrivere accuratamente i suoi viaggi, raccontò pure questa battaglia contro Kidd.

Mentre scortava il convoglio di pellegrini, Edward Barlow si trovò all’alba l’Adventure Galley di Capitan Kidd che li stava inseguendo battendo bandiera rosso sangue che, assieme alla classica Jolly Roger con teschio e tibie, era un altro tipo di bandiera usata dai pirati.

Per nulla impressionato Edward Barlow prontamente issò la bandiera delle Compagnie delle Indie orientali, che per i pirati significava ricchi carichi e bottini, poi manovrò per posizionarsi al meglio e fece fuoco quando gli arrivarono a tiro, danneggiando seriamente l’Adventure Galley di Kidd.

Colpita più volte, la nave di Capitan Kidd iniziò a imbarcare ancora più acqua di prima e dovette per la prima volta rinunciare a combattere, allontanandosi dalla flotta di pellegrini, che venne portata così in salvo dal coraggio di Edward Barlow.

Dopo quella sconfitta, l’Adventure Galley doveva in continuazione pompare fuori acqua dalla sentina per poter procedere spediti e con l’equipaggio arrabbiato e ribelle decisero di tornare verso il Madagascar.

Durante il ritorno incrociarono un grosso cargo africano e decisero di prenderlo, ma dietro aveva due navi portoghesi a cui, dopo la recente disfatta di Capitan Kidd, il governo portoghese aveva ordinato di prendere Kidd e la sua nave.

I portoghesi, avendo saputo che Kidd si era ritirato dallo scontro a fuoco sul Mar Rosso, pensavano che avesse finito la polvere da sparo o avesse altri problemi con la sua nave e così si gettarono di corsa contro Kidd per finirlo, e visto che la più piccola delle due navi era più veloce dell’altra, le due navi si separarono e distanziarono tra loro.

Ma questa volta Capitan Kidd e la ciurma ebbero modo di riscattarsi.

Andando a rilento e con due navi veloci che l’inseguivano, l’equipaggio tirò fuori le unghie e i denti.

Quando videro che la nave più piccola era a tiro, virarono su un fianco, si misero in posizione di tiro velocemente e fecero fuoco, centrando la nave che gli stava venendo incontro che, nel tentativo di scappare, virò e diede il fianco e la sagoma completa ai tiratori.

Centrata di nuovo ripetutamente la piccola nave portoghese colò a picco sotto il fuoco e le grida dei bucanieri, mentre la seconda nave, vista la mira degli oppositori, stette fuori tiro e fuggì al largo.

Kidd e la sua ciurma ripresero entusiasmo e fecero sosta in una rada nei pressi delle isole Laccadive dove iniziarono a maltrattare gli abitanti e a violentare le donne del posto, poi si rimisero in rotta.

A questo punto ebbero un colpo di fortuna e fermarono un grosso cargo battente bandiera armena carico di oro, argento, sete preziose e ogni altro bene, proveniente dalle Indie. La nave batteva bandiera armena, ma era comandata da un capitano inglese, con documenti e lasciapassare francesi ed era tutelata e protetta dalle potenti nobiltà Indiane.

Kidd capì che catturarla significava venir subito ricercati e impiccati dagli Inglesi e Indiani che erano in ottime relazioni tra loro, e decise che forse era meglio lasciar stare, ma la ciurma si ribellò, ne vennero delle discussioni, ma alla fine convinsero Kidd che era regolare far questo perché aveva documenti scritti in francese, il che gli permetteva di prenderlo come bottino e così fecero.

A questo punto decisero di abbandonare l’Adventure Galley che, oltre ad imbarcare acqua, si era riempita di tarli, bruciandola in rada, e salirono sul cargo armeno che avevano catturato, ribattezzandolo Adventure Prize.

Poi si diressero verso il Madagascar, presero possesso di altre due navi che avevano catturato nei mesi precedenti e decisero di ritornare attraverso l’Atlantico a New York con il bottino che ammontava a qualcosa come 60 milioni di sterline di oggi. Però prima di salpare per il ritorno, gran parte dell’equipaggio per paura di finire impiccati disertò e si arruolarono presso un pirata inglese ex amico di Kidd quando erano nei Caraibi.

Così Capitan Kidd decise di ritornare volontariamente a New York con soli 13 uomini di equipaggio.

Forse pensava che donando una cospicua somma dei suoi bottini all’Inghilterra e tramite il suo vecchio socio d’affari Lord Bellomont, questo avrebbe potuto chiarire la sua posizione, ma il governatore di New York lo fece arrestare per tradimento e lo inviò a Londra affinché fosse processato con altri nove membri del suo equipaggio.

William Kidd si proclamò innocente e fedele alla causa inglese a cui aveva consegnato volontariamente gran parte del bottino. Inoltre disse che possedeva un altro tesoro seppellito segretamente in un’isola e che se lo avessero portato a recuperarlo, lo avrebbe consegnato per riscattare la sua condanna.

Ma anche questo fu inutile e fu condannato all’impiccagione sul molo di Londra, assieme a coloro che rimanevano del suo equipaggio originale.

Questo ultimo fatto fece nascere la leggenda del tesoro di Kidd, e nel tempo diverse persone si impossessarono degli oggetti di Capitan Kidd, comprese alcune mappe di un’isola che saltarono fuori da un suo scrittoio e da altri suoi materiali, e nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, diverse persone si misero sulle tracce del suo tesoro.

Da questa leggenda nacque pure il fortunato libro “L’isola del Tesoro di Stevenson”.