citiGiuseppe BUCCERI, Eugenio PARISE, Nedo GALLI e Marinella SALVATORI del Gruppo

“PENSIONATI UNITI ALL’ESTERO” (Isole Canarie) si faranno portavoce.

Dopo aver letto molti post di pensionati residenti all’estero che si sono trovati con la mancata corresponsione della pensione da parte di Inps/Citibank, il Gruppo ideato da Giuseppe BUCCERI propone una nuova battaglia affinché Inps/Citibank provveda a trovare una soluzione più idonea, per il ricevimento e l’invio del certificato esistenza in vita.

Ricordiamo che a decorrere dal 1° gennaio 2012, per il pagamento al di fuori del territorio nazionale dei trattamenti pensionistici ai pensionati italiani residenti all’estero, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) si avvale di Citibank che, in qualità di istituto di credito designato contrattualmente a tale servizio, procede con cadenza annuale alla verifica dell’esistenza in vita dei beneficiari di pensioni pubbliche riscosse all’estero, sia per evitare l’erogazione di prestazioni indebite che per consentire la riduzione dei tempi di lavorazione delle attività di sospensione e/o chiusura delle posizioni pensionistiche a seguito di decesso del titolare.

Purtroppo, però, la spedizione del certificato avviene con posta ordinaria e non sono rari i casi in cui non sia arrivato a destinazione causa smarrimento e/o altre problematiche. In questi malaugurati casi, Citibank sospende il pagamento per circa due o tre mesi, a seconda dalla tempestività del pensionato a rinviare la documentazione richiesta. 

Giuseppe Bucceri sottolinea che molti pensionati all’estero sono soli, alcuni anche senza figli o parenti che in caso di blocco della pensione e fino al ripristino potrebbero aiutarli. E’ veramente inammissibile che con le tecnologie del 2016, un gruppo Bancario o l’INPS non abbia mezzi più idonei della posta ordinaria.


Sollecitati dal gruppo, il Presidente del CO.MI.TES Pietro MARIANI e il VicePresidente Dr. Giuseppe STABILE hanno risposto immediatamente alla nostra richiesta, informandoci che avrebbero interessato chi di dovere affinché s’intervenga presso le Autorità competenti per individuare altre figure oltre al Console che collaborino alla raccolta dei certificati dei pensionati nelle Canarie come in altri Stati. In alternativa l’invio potrebbe avvenire tramite e-mail e/o PEC e per coloro (in minoranza) che non utilizzano mezzi informatici, cartaceo.

Contatti email: [email protected]

MERITO o CASUALITA’…

Questo è uscito il 27/04/2016 a firma dell’ONOREVOLE FARINA. Cioè dopo 3 giorni dall’uscita del nostro articolo su INFOITALIASPAGNA

“Per i pensionati italiani all’estero ogni anno si rinnovano l’ansia e il fastidio della certificazione dell’esistenza in vita, da inviare alla City Bank (la banca erogatrice di cui l’INPS si serve) a distanza di alcuni mesi dall’invio da parte della stessa banca del modulo di certificazione, pena la sospensione dell’assegno mensile. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare”. Così Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, che oggi ha presentato una interrogazione ai Ministri degli Esteri e del Lavoro, Gentiloni e Poletti, per chiedere se e come il Governo intenda semplificare le procedure di accertamento.
L’INPS, riconosce Farina, “fa bene a fare le sue verifiche per evitare di continuare a trasferire somme, sia pure talvolta irrisorie, anche dopo la scomparsa del pensionato, somme che poi diventano non meno complicati e dolorosi recuperi di indebiti a carico dei parenti. Lo stesso ente, per altro, ha annunciato che attraverso i suoi riscontri è riuscito a fare chiarezza su circa 24.000 situazioni, che su 370.000 titolari di pensioni all’estero non sono proprio un’inezia. Il problema vero, tuttavia, è la periodicità e le modalità richieste per le verifiche. La certificazione, infatti, è richiesta annualmente, sicché il pensionato spesso è costretto a fare gli stessi, faticosi passi a distanza di pochi mesi. Le modalità sono diverse: un’autocertificazione sottoscritta davanti a “testimoni attendibili”, vale a dire ad autorità italiane ed estere indicate dallo stesso ente previdenziale oppure l’attestazione della riscossione avvenuta di persona presso sportelli di un operatore locale”.
“Poiché l’autentica della firma dai nostri connazionali viene fatta presso gli uffici consolari, – argomenta il deputato – dopo la chiusura di numerosi consolati e la diminuzione della dotazione di personale è facile immaginare quale sia il disagio, soprattutto dei pensionati avanti con l’età e in precarie condizioni di salute, nell’adempiere a tale compito. Senza contare le situazioni in cui il consolato è ubicato a notevole distanza dalla residenza degli interessati. Non è raro il caso di pensionati che, per non aver fatto in tempo a inviare la documentazione nei tempi richiesti, si son visti sospendere l’assegno, spesso unica fonte di sopravvivenza”.
“Per questo insieme di ragioni – spiega – ho interrogato i Ministri del lavoro e degli esteri affinché intervengano al più presto in questa situazione. A quello del Lavoro ho chiesto di sollecitare l’INPS ad adottare forme di accertamento più diluite nel tempo e che non costringano i pensionati a spostamenti fisici impegnativi, in modo che per loro le pur necessarie verifiche non comportino un disagio crescente e sempre meno sostenibile con l’avanzare dell’età. Al Ministro degli esteri ho chiesto di dare disposizioni affinché gli uffici consolari predispongano servizi decentrati e più veloci per le autenticazioni delle sottoscrizioni delle dichiarazioni di esistenza in vita dei pensionati, coinvolgendo pienamente anche i corrispondenti consolari, in modo da ridurre sensibilmente le difficoltà legate all’operazione”.
“Ho fatto questo – conclude Farina – con la serena coscienza di dover manifestare una posizione di solidarietà verso persone in avanti con l’età e con crescenti problemi e, ad un tempo, il profondo rispetto che si deve a persone che con il loro lavoro e la loro vita hanno dato un aiuto importante al nostro paese quando ce n’è stato bisogno e ai paesi di insediamento per il loro sviluppo”. (aise)