imagesL’idea di costituire una pagina Facebook “PENSIONATI UNITI ALL’ESTERO” alla fine del 2015 è di Giuseppe Bucceri (residente in Spagna) e del Dr. Giuseppe Daquanno (Coordinatore Europa  Residente in Bulgaria) entrambi Pensionati Ex INPDAP. Inoltre abbiamo vari coordinatori in altri stati (Germania VITO FAGIOLINO – Russia Ing. Gianni Capel Badino – Albania Gabriele COGODI – Moldavia Emanuele PETRINI e Tunisia Fabio Di Cinto).

Bucceri è inoltre “Responsabile Estero – Europa” del gruppo Facebook “Movimento dei Diritti Degli Italiani. Credere nel Futuro” creato dal Dr. Davide Dell’Agata. Il Movimento, tra gli altri obiettivi, si propone proprio di porre termine alla disparità di trattamento fiscale che esiste tra pensionati INPS e pensionati Ex INPDAP residenti all’estero, disuguaglianza palesemente anticostituzionale in considerazione del fatto che un pensionato, sia esso ex dipendente pubblico o del settore privato, non può essere oggetto di alcuna differenziazione fiscale rispetto all’altro. Un significativo contributo all’inizio della nostra avventura, è stato offerto dal Dr. Giuseppe Stabile, Vice Presidente del Comites Spagna, membro del CGIE e residente a Tenerife, il quale, in più occasioni, si è messo a disposizione del sottoscritto e di tutti i membri residenti e neo trasferiti in Spagna, in particolar modo nelle Isole Canarie.

I motivi di palese ed ingiustificata discrepanza tra pensionati Ex INPDAP ed INPS “puri” sono diversi:

1. Grazie alle cosiddette Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, sottoscritte tra Italia e numerosi altri paesi, europei e non, i pensionati INPS percepiscono la loro pensione al lordo, ovunque risiedano all’estero, cioè senza pagare le imposte in Italia, mentre i pensionati Ex INPDAP vengono tassati alla fonte e pagano tutte le imposte relative alla pensione in Italia, ivi comprese le addizionali regionali e comunali, in tutti i casi tranne che abbiano assunto la residenza in Tunisia, Senegal, Ecuador e Australia (che peraltro, già da anni, pur essendo la Convenzione tra i due Paesi ancora in vigore, non concede più tale tipologia di visto ai pensionati italiani che desiderano trasferirvisi).

2. Nel contempo, esiste una vessazione subliminale nei confronti dei pensionati Ex INPDAP che sono pressoché costretti a cambiare nazionalità; infatti, se per i pensionati INPS unico requisito per ottenere la pensione al lordo è la residenza, il pensionato Ex INPDAP ottiene la defiscalizzazione italiana solo a seguito di acquisizione della cittadinanza straniera (dopo 10 anni per la Spagna e per la maggioranza dei paesi).

3. In aggiunta è assurdo che, oltre all’IRPEF, si facciano pagare a tutti i pensionati le addizionali regionali e comunali italiane. Così, cittadini che vivono all’estero da svariati anni e che magari in Italia non sono più rientrati nemmeno per una vacanza, si ritrovano comunque ad essere obbligati a queste trattenute.


4. In merito alla sanità, è palese l’ingiustizia operata, in particolare, ancora una volta nei confronti dei pensionati Ex INPDAP che, pur continuando a pagare le imposte in Italia, vengono privati dell’assistenza sanitaria; per i pensionati INPS potrebbe anche essere equo, visto che loro cessano la loro qualità di contribuenti.

5. Si sottolinea, ancora, l’assurdità del fatto che, pur risiedendo in Spagna, Bulgaria o in un qualsiasi altro Paese ed usufruendo dei servizi generali di questi Stati, i pensionati italiani Ex INPDAP non contribuiscono per nulla alla fiscalità della nazione ospitante.

6. Sorprende il fatto che i Paesi controparte abbiano accettato supinamente il diktat dell’Italia. La Spagna, ad esempio, avrebbe tutto da guadagnare se l’Italia corrispondesse ai pensionati Ex INPDAP la pensione al lordo e se le imposte, da questi, fossero corrisposte al Paese ospitante. Probabilmente questo è dipeso dal fatto che all’epoca della stipula del Trattato, non vi erano molti italiani che vivevano in Spagna, situazione decisamente cambiata oggigiorno. Propongo di sensibilizzare le Autorità Spagnole e Canarie che dovrebbero essere ben liete di incamerare proventi dalla tassazione dei propri residenti.

7. La disparità di trattamento dovrà essere sicuramente portata all’attenzione della UE.

Giuseppe Bucceri

La nostra battaglia seguita dallo Studio Legale Scafetta con sede in Roma, sta avendo inizio e proprio in questi periodi stiamo raccogliendo le ultime adesioni per partecipare alla causa.

Al momento le adesioni sono 100 circa.

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