pag23_sola_edited-1Evvai, arrivano le elezioni… e io rimango senza speranze

di Valentina Cavinato

E’ stata una giornata molto pesante, libertariamente parlando. Ho letto cose che mi hanno lasciato l’amaro in bocca e, come faccio sempre, dico la mia. La mia homepage mi ha fatto sapere che alcuni “liberali” (non libertari, in quanto un libertario non si candiderebbe, come insegna Ricossa) sono candidati in diversi partiti. Rispetto ovviamente le idee di tutti, ci mancherebbe, alcuni sono amici che conosco personalmente, ma mi si conceda di esprimere la mia opinione. Chi si candida, poco importa se si tratta delle Amministrative, o è INGENUO, in buona fede, e crede quindi di poter davvero apportare un suo contributo in questa repubblica delle banane o è un AFFARISTA.

*L’AFFARISTA*

– Può candidarsi per INTERESSI PERSONALI.

– Può candidarsi per INTERESSI ECONOMICI. Ricordo ai distratti, che la somma percepita per ricoprire un ruolo istituzionale, proviene sempre dalla rapina fiscale, perpetrata ai danni del contribuente. Non parlo volutamente della trappola della corruzione, perché quello è un argomento a parte.


– Può candidarsi per acquisire VISIBILITA’. Può essere una semplice voglia di protagonismo, una voglia di diventare “famoso”. Visto che un’Amica si è candidata con Marchini, sono andata a leggermi su Google la storia del candidato alla carica di Sindaco di Roma. Ho strabuzzato gli occhi e vi spiego il perché. [Alfio MARCHINI, nato a Roma da una famiglia di costruttori vicina al PCI. Assume la guida della società di famiglia nel 1989, dopo la morte del nonno, ancor prima di terminare gli studi di ingegneria civile, presso la Sapienza di Roma. Dal 1998 guida le attività imprenditoriali della famiglia, soprattutto fuori dall’Italia. * Nel giugno del 1994 viene nominato, dai Presidenti di Camera e Senato, membro del CdA della RAI e dal luglio dello stesso anno diviene Presidente del CdA di SIPRA, la concessionaria di pubblicità della RAI. * A dicembre 1994 si dimette dall’incarico a causa del disaccordo sulla strategia aziendale e sulle nomine realizzate dall’allora governo Berlusconi. * Dal 1995 al 1998 è Amministratore Delegato di Roma Duemila S.p.A., società di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato. * Alla fine degli anni ’90 ricopre l’incarico di membro del CdA della Banca di Roma (una delle tre banche italiane controllate dall’IRI).] Un imprenditore ha già le sue giornate stracariche di impegni, deve mandare avanti la propria azienda, ma le nomine, chissà perchè, fanno gola a tutti. E questo imprenditore ha una collezione di nomine stataliste di tutto rispetto. Oggi il Marchini avrebbe addirittura il tempo per fare il Sindaco di Roma, con conseguente frequentazione dei vari programmi televisivi, ça va sans dire. Chapeau!

*L’INGENUO* – Si candida perché crede che la situazione fallimentare in cui versa il paese, sia ancora modificabile. Quello che molti non hanno ancora capito, o forse non vogliono capire, è che il cancro ha ormai sviluppato metastasi in tutto il paese, dalle Alpi alla Sicilia. E’ il sistema che trasforma tutto in merda e questo sistema nessun candidato eletto potrà mai modificarlo.

– Può il Sindaco di Roma licenziare la metà dell’esercito di dipendenti comunali, quelle zecche maledette che timbrano il cartellino in mutande, o che vanno nelle ore di “lavoro” a fare la spesa? Certo che no!

– Può il Sindaco di Roma cambiare quelle procedure demenziali, partorite dai burocrati, che vessano il cittadino con mille leggi e regolamenti, creati apposta per “giustificare” lo stipendio dei parassiti? Certo che no!

– Può il Sindaco di Roma decidere di abbassare una pressione fiscale che ci sta stritolando e che porta sempre più persone al suicidio? Certo che no!

Il SISTEMA, con la complicità della COSTITUZIONE più bella del mondo, è stato concepito e costruito ad hoc, proprio per essere irriformabile. Fino agli anni ’90 potevamo ancora credere alle favole, oggi no. Infatti nel ‘92, con l’arrivo di tangentopoli, gli italiani si erano illusi, credevano che questo scandalo avrebbe permesso al paese di ripulirsi e di ripartire. Il seguito ci ha invece dimostrato l’esatto contrario, le cose sono addirittura peggiorate. Ormai gli arresti sono all’ordine del giorno. Come dico da molto tempo, non c’è soluzione, non c’è speranza. La soluzione è solo individuale. E non perché sia una disfattista per vocazione, ma semplicemente perché ho conosciuto quegli ambienti dall’interno, perché ho aperto gli occhi sull’intero scenario e ho potuto così incastrare tutti i pezzi del puzzle.

Auguro a tutti di vincere e ne riparleremo quando avrete toccato con mano il marciume, diffuso in ogni ufficio pubblico. L’altro argomento di oggi che mi ha fatto sorridere, è l’elogio dell’autovelox da parte del Sindaco di Cantù. Non mi soffermo, ma voglio dire che ci sono delle contraddizioni che mi saltano facilmente all’occhio. Come si fa a urlare “IL PRIMO LADRO E’ LO STATO: BASTA RAPINA FISCALE” e al tempo stesso riempire di autovelox il proprio territorio comunale, facendone l’elogio?

La LIBERTA’ per molti è a intermittenza, come le lucine dell’albero di Natale. Anche chi si definisce “libertario” è sempre pronto ad infilare qualche deroga, chi su un argomento, chi su un altro, a seconda della propria convenienza.

Noi libertari pensiamo di essere quattro gatti, ma di quei quattro, almeno due e mezzo sono solo lib(qualcosa). Oggi andrò a letto con la parola di sempre scritta nella mia mente, però stasera la parola è scritta in neretto: HOPELESS.