Viola_alpina_a3IN DIFESA DEL TERRITORIO

Un eroe del nostro tempo

di Piero Colangelo

Un carissimo amico, di ritorno da un suo viaggio in Alto Adige, ricordandosi della mia passione per le piante, ha pensato di farmi un piccolo-grandissimo regalo: una bustina contenente semi di Stella alpina conosciuta anche col nome di Edelweiss (Leontopodium alpinum, appartenente alla famiglia delle composite). Questa pianta era diventata rarissima da reperire, addirittura da vedere, perché, chi aveva la fortuna di incontrarla, non si accontentava di ammirare la bellezza dei suoi fiori ma, quasi sempre, si portava via tutta la piantina; cosicché, col tempo, era diventato difficilissimo vederla sulle montagne delle nostre Alpi, suo sito abituale. Era diventata così rara che, non molto tempo fa, fu inserita nella lista delle specie protette e fu vietata la raccolta sia delle piantine che dei fiori, ma solo in Italia. Difatti, la Stella alpina non vive solamente sulle Alpi europee ma anche in India, in Cina e Giappone dove viene normalmente rispettata. Da noi la si può ammirare fino a quota 2200. Ma il caro amico Michele, facendomi questo gradito regalo, ha messo il dito, senza volerlo, in una piaga. Mi ha richiamato alla mente una piantina che non ha avuto la stessa fortuna, in quel di Tenerife, una delle isole Canarie: la Violeta del Teide (Viola cheiranthifolia) che fiorisce ad un’altitudine che va dai 2200 ai 3600 metri dell’omonimo vulcano e che rischia l’estinzione perché negli anni settanta fu introdotto il muflone còrso. A quale scopo? I fautori di questa introduzione usarono paroloni come “cinegetica” (dal greco arte di cacciare con i cani), ma il vero scopo era quello di creare nuove prede poiché ai cacciatori di Tenerife non bastavano più solo conigli. E così, utilizzando la magniloquenza, si introdusse con leggerezza la caccia al muflone, magnifico trofeo. Troppo tardi gli ambientalisti si accorsero che i mufloni, per sfuggire ai cani inseguitori, si arrampicavano sempre più in alto ove però, trovavano ben poco da brucare, e fra quel poco c’era la povera violeta. Il muflone quindi si trasformò, suo malgrado, da vittima a carnefice. In poco tempo fece tabula rasa e solo dal 1991 la violeta, assieme ad altre specie che stavano per subire la stessa sorte, è protetta grazie anche ad un uomo che non esito a definire un eroe del nostro tempo. Assiduo, silenzioso, costante, mai domo e sempre pronto a testa alta per difendere la natura: il Professore Pedro Luis Perez de Paz, cattedratico di Biologia Botanica dell’Università di San Cristobal de La Laguna di Tenerife, che ha presieduto più di cento conferenze su argomenti relativi al settore di ricerca, di conservazione della natura e pianificazione del territorio, in seguito alle quali si è ottenuta l’abolizione della pastorizia nella zona protetta e il controllo della popolazione dei mufloni nel Parco Nazionale del Teide. Certo ha vinto la sua battaglia contro questa “valiente coñeria” (valente cavolata) voluta dai cacciatori, ma una battaglia non è una guerra… tuttavia qua e là, alle falde del Teide, si rivede la timida violeta e speriamo che vi rimanga per sempre.