pag12_BancomatProdotti tossici bancari. Interessi abusivi

di Optimus Abogados

Nuova concezione delle filiali bancarie.

Ultimamente le Banche e le Casse di Risparmio non sono più quelle di una volta, non si dedicano più solamente a prestare i soldi degli altri speculandoci sopra, ma i loro uffici, le tradizionali filiali bancarie, sono diventati dei centri di contrattazione.

Oggi il direttore della banca non è quello che si conosceva da tutta la vita e di cui ti fidavi per depositare i tuoi risparmi, ma è un gestore condizionato a raggiungere degli obiettivi economici che gli vengono imposti dalla sede centrale. Ecco quindi vari prodotti bancari assolutamente speculativi allo scopo di poter disporre di maggiori capitali da parte con cui poter finanziare operazioni economiche internazionali. Quindi sono state create le SWAP, le azioni privilegiate, la famigerata “cláusula suelo” dei mutui ipotecari, etc..

La commercializzazione indiscriminata di questo tipo di prodotti ha l’unico scopo di guadagnare soldi in maniera spudorata, da parte di realtà salvate con i soldi dei cittadini e che, oltretutto, si suppone che offrano anche un servizio pubblico, essendo parte integrante del nostro attuale sistema, visto che senza un conto in banca è impossibile pagare le tasse obbligatorie per tutti i residenti in Spagna.


Per porre un freno a questa situazione, l’Unione Europea ha approvato la Direttiva MIFID (Markets in Financial Instruments Directive), che impone alle entità finanziarie l’obbligo di adeguata informazione sopra questo tipo di prodotti bancari e che pian pianino si sta realizzando nel nostro paese, soprattutto in conseguenza delle varie sentenze di tribunale che vengono via via emesse contro le entità bancarie.

Carte di credito e interessi abusivi.

Al giorno d’oggi, le Banche hanno fornito praticamente alla totalità dei clienti le cosiddette carte di credito.

Con queste, il consumatore riceve automaticamente credito dalla sua banca per poi restituirlo a rate.

Come normale che sia, la Banca non regala i soldi, ma guadagna praticando un interesse sul credito che concede. Fino a qui tutto normale.

Tuttavia, in presenza di un ritardo nel pagamento, la Banca incassa un interesse di mora che oscilla fra il 24 e il 29 % annuale, il che fa sì che alla fine, se passa abbastanza tempo, sono più i soldi che si tirano fuori per l’interesse moratorio che per il denaro utilizzato a credito.

Per fortuna, i giudici e i tribunali, applicando la normativa di protezione ai consumatori e agli utenti, la legge di credito al consumo, unitamente alla Directiva 93/13/CEE, del Consejo del 5 aprile, hanno cominciato a mettere un freno a questa situazione.

Quindi si è stabilito un sistema di protezione basato sull’idea che il consumatore si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al professionista, in questo caso la Banca, tanto nella capacità di negoziare che per il livello di informazione, e che questa situazione lo porti ad accettare condizioni stabilite precedentemente dalla banca senza poter influire nel loro contenuto, visto che nessuno ha la possibilità di discutere il contratto della carta di credito e, nella maggior parte dei casi, non lo legge nemmeno.

Per questo motivo, in seguito alle sentenze del tribunale di giustizia dell’Unione Europea, tutta l’applicazione pratica della giurisprudenza, in merito alla normativa sopra indicata, e specificatamente dell’articolo 19.4 della legge di credito al consumo, sta considerando interessi abusivi quelli che, anche se sono stati accettati, sono oltre due volte e mezza il tasso di interesse legale corrente del denaro.

Quando una clausola che stabilisce un interesse moratorio abusivo si dichiara nulla, questa non può essere integrata o considerata per i tribunali, ma valutata inesistente o priva di valore e, pertanto, non si può richiedere nessun tipo di interesse moratorio.

Grazie a ciò, quando una persona, per le ragioni che siano, riceve una chiamata in giudizio in cui, oltre al denaro concesso per un credito non ancora pagato, le viene richiesto il pagamento di un interesse moratorio esorbitante, può discutere e probabilmente con successo, l’importo di questo interesse, essendo questa dottrina applicabile non solo agli interessi moratori generati dall’utilizzo delle carte di credito, tradizionali o “revolving”, ma anche a qualsiasi prestito concesso sia dalle banche che dalle altre entità finanziarie.