Creed-cover-dvdRECENSIONE: Creed nato per combattere

 di Giovanni Bernardini

L’ultimo film della serie “Rocky”. Lo ho visto ieri sera e devo dire che, pur con le scontate, inevitabili, ingenuità, si tratta di un ottimo film, forse il migliore della serie, insieme al primo, ormai lontanissimo nel tempo. Nei panni dell’ex pugile ormai vecchio e malato che allena il figlio del suo antico, grande avversario, Stallone dà vita ad un’interpretazione da applausi, e dimostra tutta l’insulsaggine di tanti critici, presunti intellettuali, che lo hanno sempre considerato solo uno “con tanti muscoli”.

Certo, per gustare un simile film bisogna amare quello splendido sport che è il pugilato, capire che si tratta, prima ancora che di uno sport, di una terribile metafora della vita.

Sono in molti a non amare il pugilato oggi. Troppo duro, violento, competitivo. C’è stato addirittura chi ha chiesto che non venissero trasmessi in TV gli incontri di boxe, “per non incitare i giovani alla violenza”. Vorrebbero esorcizzare la violenza, questi pseudo intellettuali. Non capiscono che la violenza non va esorcizzata ma imbrigliata, regolamentata, indirizzata, quando è assolutamente necessario, contro i nemici della pacifica convivenza. E non capiscono che sotto la violenza che esplode su un ring stanno molto spesso valori veri, profondi, sta la volontà di un uomo di misurarsi con se stesso prima che col rivale, di scoprire i suoi limiti, cercare di superarli. Tutto questo è poco “morbido”, è vero, poco in linea con la finta dolcezza dell’occidente post moderno. Ma è tanto umano, profondamente umano.