pag01_tasse-3Troppe troppe tasse!

di Guglielmo Piombini

Dal 1948 al 1968 circa, quando le tasse erano poche, l’evasione alta e i controlli fiscali quasi inesistenti, gli italiani hanno conosciuto il miracolo economico, sono passati dalla miseria nera al benessere, e si sono quasi tutti comprati la casa. Nell’era più comunista della storia d’Italia, cioè negli ultimi 10 anni, gli italiani stanno perdendo tutto quello che hanno accumulato, e lo Stato si sta mangiando le loro case. Ovviamente lo Stato non è un’entità astratta, ma sono le persone in carne e ossa che ne fanno parte, cioè essenzialmente la casta dei politici e dei funzionari statali, che fanno vita da nababbi con le tasse estorte al popolo e a chi lavora. Si ripete la storia del socialismo reale… Vero! Se noi siamo tutto sommato benestanti è grazie alla generazione dei nostri padri, che ha potuto lavorare, guadagnare e risparmiare.

Gran parte delle volte che leggiamo di imprenditori (o operai) che mettono fine alla loro vita, chi punta la pistola alle loro tempie è il Leviatano. Nonostante le promesse da Giuda di questi anni, i governi hanno solo stretto la corda al collo delle categorie produttive (i parassiti non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando). Anziché rendere l’evasione fiscale non conveniente, l’hanno resa una necessità, una legittima forma di difesa. Come diceva anche Luigi Einaudi, in anni in cui il peso del Fisco era bassissimo: “la frode fiscale non potrà essere davvero considerata alla stregua degli altri reati finché le leggi tributarie rimarranno vessatorie e pesantissime e finché le sottili arti della frode rimarranno l’unica arma di difesa del contribuente contro le esorbitanze del fisco”. Nella Caienna tributaria d’oggigiorno le sue parole suonano profetiche.