Finca2Andrea, il mio amico del ristorante El ritual de lo Habitual, mi ha fatto conoscere Diego, un ragazzo italiano che ha una finca nelle campagne di Güímar.

Diego ha 44 anni, giovane ma maturo, viene da Brescia ed ha famiglia con un bambino di 5 anni. Lavorava con charter in mare stando lontano vari mesi dalla famiglia, quindi la sua scelta di vita deriva dal desiderio di stare con loro e di produrre cibo “vero”, come dice lui.

Finca1Ha scelto Tenerife per esclusione: europea, vicina all’Italia, clima buono… solito cliché poi, dopo varie perlustrazioni, ha scelto la zona di Güímar. Il suo è un angolino di paradiso: si vede il mare, intorno tutto verde con qualche casetta bassa che non disturba il paesaggio e tanta pace. Ha lavorato sodo su una terra arida, sassosa e poco nutrita, ha ancora molto da fare ma il suo entusiasmo e la certezza di essere sulla strada buona ti prendono. E’ venuto dall’Italia coi suoi semi di verdure, soprattutto lattughe, che qui non si trovano (ho visto nel suo campo le puntarelle di cui sono golosa e che condisco sempre con aceto bollito olio aglio ed acciughe come da ricetta contadina umbra), tutti rigorosamente ecologici. Poi ha aggiunto anche piante particolari come la luffa, che produce una spugna vegetale: è una pianta rampicante che produce dei frutti tipo cetriolo che hanno dentro una reticola che viene pulita dai semi e rimane appunto una spugna che può essere utilizzata alla stregua di quelle marine. Poi ha piantato semi di moringa ed una pianta particolare, la calanchoe, una pianta grassa antitumorale che si trova nell’isola che mi ha fatto provare cruda, perché così si mangia, che ha un sapore asprigno ma molto gradevole. Diego t’incanta per come parla delle sue piante, come fossero persone: usa la consociazione cioè mette alcune verdure insieme, di vario genere, per trarre beneficio dallo stare insieme: una sorta d’energia positiva che si trasmettono tra loro, come tra persone che si sono simpatiche. In seguito vuole aggiungere mirtilli, lamponi, ha già qualche pianta di meloni e vuol riprovare con i baby cocomeri come ha già fatto l’anno scorso. E’ appena un anno che ha cominciato questa che, chiamarla attività, è restrittivo: è il suo modo filosofico di generare cibo. Perché certamente non sarà una fonte di grossi guadagni ma a lui basta che gli permetta di vivere in modo sano e sereno: ha cominciato a portare le sue verdure ai ristoranti (rigorosamente in buste di carta), gliele fa consumare e, data la qualità e bontà, gliele riordinano. A me ha regalato limoni e lattuga e vi assicuro che mangiarli è godere: anche voi, che spero mi leggiate, potete godere delle sue verdure perché Diego ve le porta con piacere. Lo chiamate, lui le prepara e, dopo poco dalla raccolta, ve le porta, altrimenti dice che si rovina la freschezza. Altro ho imparato da lui: la concimazione biologica che adotta, interessante e particolare, fatta con ciò che trova nella campagna di caduco (ha un permesso per recuperare questo!) facendo appunto una pacciamatura vegetale. Ha dei contenitori con acqua e… cosa dirvi non so, ma ricordo che mi ha parlato di cavallo e di coniglio, probabilmente escrementi. Se volete saperne di più chiamatelo, andate a trovarlo, comprate i suoi prodotti. E’ un ragazzo socievole, anche se lui dice di essere amante della solitudine, raffinato, in gamba, un artista contadino. Due i suoi sogni nel cassetto: creare un’associazione di coltivatori italiani (ecco il contadino) ed organizzare un gruppetto acustico semiacustico per fare musica italiana regionale o nazionale, popolare, classica, di un certo tipo dal sacro al profano, canti alpini, suonando lui stesso il clarinetto, la viola ed il violino ed avendo oltre 400 spartiti (ecco l’artista). Conoscere Diego è stata per me una bella esperienza: mio nonno era ortolano e lo ricordo con la stessa passione, competenza, intelligenza creativa. Ricordo ancora le sue primizie, i suoi esperimenti su nuovi frutti e verdure sempre con l’aiuto solo di quello che trovava in natura. Diego mi ricorda Neno e gli auguro un mondo di bene.

(Aura Palmerini)