tenerife-710532__340Tenerife a rischio noia?

di Ilaria Vitali

L’avvertimento arriva dagli imprenditori locali: il Sud di Tenerife rischia di perdere completamente il settore giovane del turismo.

E a dirlo non solo solo gli addetti ai lavori, ma anche le cifre che, rispetto al boom degli anni 90, hanno registrato ultimamente un preoccupante calo di turisti under 40, condizione che nel breve tempo rischia di trasformare la zona in una destinazione noiosa, poco appetibile e frequentata prevalentemente da persone anziane.

Gli imprenditori temono quindi che non solo una zona splendida come Playa las Americas, ma tutta l’isola in generale sia proiettata verso un turismo della terza età, determinando forti perdite in termini di guadagno e di immagine nella vetrina internazionale delle proposte turistiche.

In particolare l’EST, il Circolo degli Imprenditori di Tenerife, ritengono che l’industria dell’intrattenimento dimenticata e trascurata a lungo dal Governo delle Canarie, sia il vero punto cruciale della questione.


Se da un lato infatti l’offerta di divertimento notturno pare non mancare, dall’altro gli imprenditori devono fare i conti con una certa rigidità dimostrata dalle autorità riguardo a ordinanze sui rumori, sugli orari di chiusura dei locali, sull’occupazione del suolo pubblico a favore di eventi potenzialmente attrattivi e di grande richiamo e riguardo infine a una particolare ritrosia nel concedere nuove licenze e nello snellire le pratiche burocratiche necessarie alle aperture di locali particolari quali i casinò.

Le richieste presentate al Governo delle Canarie affinché si possa procedere nei fatti con un incremento del potere attrattivo dell’isola sui giovani, riguardano inoltre anche la possibilità di utilizzare grandi spazi aperti come le spiagge urbane come luoghi di aggregazione in occasione di grandi eventi, sia notturni che diurni.

Il rilancio del sud di Tenerife come località appetibile per i giovani turisti è una questione quanto mai urgente per il presidente dell’Associazione Albergatori di Santa Cruz de Tenerife, che denuncia un calo di presenze della fascia under 40 di 300.000 unità rispetto al boom iniziale.

Il segreto sta nell’offrire divertimento di qualità e di classe ma soprattutto rispettoso della pur nutrita fetta di turismo della terza età che sceglie il sud di Tenerife per il relax e la tranquillità.

L’auspicato rilancio deve essere quindi frutto di una politica di intervento mirata e ben strutturata, in concertazione con gli addetti ai lavori, in grado di fare proposte accattivanti, e con i funzionari amministrativi, che dovrebbero favorire lo snellimento delle procedure burocratiche e rendere più elastiche le ordinanze ora in vigore.

Convinto che il volano primario dell’economia turistica di Tenerife sia il flusso giovanile, un autorevole professionista del turismo pone l’attenzione su iniziative totalmente assenti tra quelle fino ad ora proposte, ovvero quelle relative alla gestione del tempo libero con l’introduzione di attività sportive e all’aria aperta come potrebbe essere l’organizzazione di un grande torneo di rugby sulla spiaggia di Las Vistas.

L’appello è stato lanciato, corredato da un’analisi realistica e da proposte facilmente attuabili.

Ora spetta alle autorità decidere del destino di una delle isole più rinomate e potenzialmente attrattive delle Canarie.