annegamentoCanarie: allarme incidenti in mare

di Ilaria Vitali

Le isole Canarie nello scorso anno si sono rese protagoniste di un triste record come seconda comunità spagnola con più morti per incidenti in mare, 57 in totale dopo l’Andalusia con 67 casi e nelle prime 2 settimane del 2016 si sono registrate già 7 vittime.

In tutta la Spagna i 410 decessi occorsi in mare aperto, in piscine naturali e all’interno di strutture turistiche, hanno spinto il Governo delle Canarie a realizzare una campagna per aumentare la consapevolezza e l’attenzione dei bagnanti che troppo spesso, assumendo atteggiamenti impropri o per mancanza di conoscenza dei tratti balneabili, rischiano la vita tra le acque.

La campagna è rivolta non solo ai turisti, che rappresentano l’86% delle vittime, ma anche alla popolazione canaria che pare non percepire ancora la gravità del fenomeno.

Il problema principale è l’assoluta ignoranza circa le correnti, le maree e i venti tipici di ogni tratto di costa e il 90% degli annegamenti è dovuto ad arresto cardiaco o congestione che si verificano per la mancanza di informazioni sui reali pericoli che si possono correre in mare.


Azioni negligenti quali immergersi in solitaria dopo un pasto o una bevuta abbondante, in condizioni di tempo avverso, in tratti di mare dove le correnti richiedono particolare abilità natatorie, conducono a reali rischi letali.

Secondo un rapporto del 2014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’annegamento è la terza causa di morte al mondo e a tal proposito l’OMS raccomanda a tutti gli stati con tratti costieri il massimo impegno nella diffusione di informazioni fondamentali per salvaguardare la salute pubblica.

In particolare le isole Canarie sono un punto di riferimento in Spagna per la diffusione dei modelli di comportamento da seguire durante la balneazione, ruolo che le istituzioni devono mantenere per garantire all’arcipelago la nomea di meta d’eccellenza sicura per i turisti.

A tal proposito è recente la notizia che le autorità canarie si sono poste l’obiettivo di istituire uno speciale Osservatorio degli incidenti acquatici a tutela non solo dei turisti ma anche dei propri cittadini.