Foto di Cristiano Collina
Foto di Cristiano Collina

Lucertola gigante di El Hierro

di Franco Leonardi

Gallotia simonyi è una specie di lacertide che si trova sull’isola di El Hierro. Scomparve intorno al 1930 a causa dell’eccessiva raccolta di animali per le istituzioni scientifiche e gli interessi commerciali, così come la predazione da parte di gatti selvatici e dei gabbiani. Dopo la scomparsa di questa popolazione, la specie è stata creduta definitamente estinta. Nel 1974, l’erpetologo dilettante tedesco Werner Bings scoprì una popolazione superstite di questa specie sulla terraferma a El Hierro.

Il sauro una volta era presente in gran parte dell’isola e sul Roque Chico de Salmor, un piccolo isolotto a nord-ovest del comune di Valverde, ma ora è limitata a poche piccole aree di scogliera con scarsa vegetazione. Vive solo nella parte meridionale del Risco de Tibataje in la Fuga de Gorreta, che si trova tra la Guinea e il cosiddetto Paso del Pino (su una superficie di circa quattro ettari).

E’ stato sviluppato un imponente piano di recupero per la Lucertola gigante del Hierro, e sia le Nazioni Unite che il Governo autonomo delle isole Canarie hanno finanziato un programma di allevamento in cattività e reintroduzione nel suo habitat naturale originario. La specie è stata reintrodotta con successo nel 1999 al Roque Chico de Salmor, e successivamente a El Julan e alla Dehesa. Gli esperti hanno sottolineato la necessità di effettuare la reintroduzione in dirupi, burroni o altri siti potenzialmente idonei e non continuare con il rinforzo delle popolazioni che esistono in El Julan y La Dehesa, dopo che uno studio, fatto nel 2007 sopra la reintroduzione in questi posti effettuata nel 2005, ha evidenziato il fallimento di quella scelta sempre a causa della presenza di gatti inselvatichiti. Non serve intervenire nel Roque Chico del Salmor, dato che la popolazione reintrodotta in questo luogo negli anni 1999 e 2000 sta bene e si calcola in 126 esemplari. Va intrapreso un nuovo censimento nelle tre località per conoscere la situazione attuale. Attualmente ci sono 200 esemplari di lucertola gigante in cattività nel Centro di Riproduzione della specie nella Valle del Golfo, altri 345 esemplari en la Fuga de Gorreta e 126 nel Roque Chico. Una menzione per la Sociedad Herpetológica Alemana, sezione lacertidi, che ha inviato un suo rappresentante, offerto una donazione, e offerto consigli nel corso del convegno scientifico. Si ribadisce che la peggior minaccia per questa Lucertola gigante è la predazione da gatti selvatici, ed eventualmente anche dai cani e ratti. Il controllo dei gatti è stato purtroppo interrotto nel 2002, ma secondo la IUCN deve essere assolutamente ripreso se si vuol ottenere il recupero della popolazione.

La lucertola gigante del Hierro è protetta dalla legislazione nazionale ed internazionale. E’ elencata nell’Allegato IV della Direttiva Habitat dell’Unione Europea (CE 2003) e in Appendice I della CITES, ed è classificata come a grave rischio dalla Lista Rossa IUCN 2006. Circa 60 cm. di lunghezza, la lucertola gigante del Hierro è un rettile tozzo con una grossa testa. Gli adulti sono grigio scuro, con due file di macchie arancio pallido lungo i fianchi. Il ventre è per lo più marrone, con una colorazione rosso/arancio verso il centro. Le lucertole più anziane sono prevalentemente nere. I maschi sono più grandi delle femmine.


La Lucertola gigante del Hierro è onnivora, si nutre di piante – in particolare verode e Lavandula abrotanoides – ma anche di insetti. L’accoppiamento inizia a maggio e da giugno fino alla fine di agosto vengono deposte 5-13 uova, che si schiudono dopo circa due mesi. Il Cabildo della Gomera ha firmato un accordo con il Cabildo de El Hierro per lo scambio di esemplari di lucertole giganti, specie endemiche delle rispettive isole. Le due isole collaborano infatti dal 2008 per la conservazione di queste lucertole.

L’obiettivo dell’accordo è lo scambio reciproco di specie “Gallotia simonyi” e “Gallotia bravoana”, specie endemiche rispettivamente delle isole di El Hierro e della Gomera. E’ un’operazione contemplata dal progetto europeo di recupero e protezione della specie, per garantire, di fronte a un disastro naturale, che sopravvivano esemplari in un luogo sicuro. Si scambieranno, come minimo, due esemplari di Lagarto Gigante di entrambi i sessi, impedendo però assolutamente l’ibridazione.