Il Governo mette un freno alla pesca con l’amo per proteggere i pescatori professionisti

Nelle Canarie esistono 96.217 licenze di pesca ricreative di fronte a meno di 2.000 professionisti. Ognuno di questi ultimi si confronta con 64 hobbisti. Il Governo Canario intende trovare il modo di limitare l’effetto che le licenze ricreative hanno sugli stock ittici nell’Arcipelago.

Si rende necessario determinare un metodo per cui la pesca sportiva e hobbystica si debba esercitare in periodi specifici e con certe restrizioni.

Non si sta parlando di ridurre le 100.000 licenze, ma di qualche restrizione tempestiva e specifica, si è detto durante il forum tecnico “La pesca in Gran Canaria”, riferendosi alla gamma di possibilità che si aprono per contenere l’impatto della pesca ricreativa.

I dati diffusi dal Dipartimento di Biología della ULPGC, danno l’idea del disequilibrio che oggi esiste fra pescare per hobby e farlo per mantenere finanziariamente una famiglia.

Nelle Canarie, “gettare l’amo aspettando che il pesce abbocchi” totalizza il 60% del pescato, quando la media mondiale è intorno al 10%.

La pesca artigianale può continuare a vivere, ma necessita di una buona gestione che possa necessariamente mettere un limite concreto ai pescatori dilettanti, come succede con la caccia.


La Commissione Parlamentare Europea ha già approvato la riforma della politica comunitaria sulla pesca. Le nuove linee maestre che marcherà Bruxelles sono orientate alla “sostenibilità nel senso più ampio”. Si cercherà “un equilibrio, che ci siano più pesci, senza alcun dubbio, però anche che le barche possano continuare a pescare e le industrie a lavorare”, ha spiegato il Presidente della Commissione per la Pesca. In febbraio si dovrà prendere la decisione.

Esempio di questa sostenibilità è la riserva marina dell’isola della Palma, dove in questo momento la produzione ittica sta debordando anche nello spazio delle altre isole. E’ quindi auspicabile e conveniente che altre isole prendano decisioni volte a incrementare il volume di vita marina nelle acque vicine.

Un altro responsabile per la pesca ha spiegato che l’Unione Europea “sta dando direttrici per il recupero di specie come il tonno rosso” e nell’immediato si sta trattando per ottenere di aumentare la quota per la cattura riservata alle Canarie di questa specie di tonno. A suo avviso, queste moratorie e l’incremento dell’attività dell’acquacoltura faranno sì che il settore si recuperi nell’Arcipelago.