I gioielli in oro della nonna riequilibrano la bilancia commerciale dell’Arcipelago

La vendita di oro a Svizzera, Italia e Regno Unito esplode negli ultimi due anni, fino al punto di diventare la seconda voce delle esportazioni, dopo il combustibile.

Grazie alla fatturazione di 142,44 milioni di euro di braccialetti, anelli e collane impegnati nei “Compro Oro” locali, la bilancia commerciale è sensibilmente migliorata rispetto all’anno precedente (NdR. questo grazie anche alla netta riduzione dei consumi).

La crisi, che ha colpito con particolare violenza nell’Arcipelago, ha portato i Canari a privarsi delle proprie gioie per poter sopravvivere. Tale è stato l’incremento delle cessioni di oro che, adesso, la vendita di questo metallo ha portato le isole a sfruttare un nuovo commercio all’estero. Il principale paese di destinazione di queste esportazioni di pietre, metalli preziosi e gioie isolane è di gran lunga la Svizzera.

Il paese alpino ha comprato nel 2012 alle Canarie oro per 122,37 milioni di euro, in aumento del 22,65% rispetto al 2011, il che lo rende il miglior cliente dell’Arcipelago.

Dopo la Svizzera, i migliori acquirenti sono Italia (i cui acquisti sono però calati del 50%), Inghilterra, Germania e Turchia. Nonostante il boom derivante dalla vendita di oro, l’Arcipelago continua ad avere un saldo commerciale negativo, con un deficit di 1.855 milioni di euro, solo leggermente migliore rispetto all’anno precedente.

La voce principale di import-export continua ad essere il combustibile e gli oli minerali, con una fatturazione di 678 milioni in vendita e 2.635 in acquisto. La grande dipendenza dall’estero e l’esistenza di una importante raffineria caratterizzano gli interscambi internazionali dell’Arcipelago. Oltre al petrolio e all’oro, le Canarie esportano macchine e apparati meccanici, prodotti agricoli (NdR. soprattutto banane), oli essenziali e profumi, pesce, veicoli, carta, aerei e imbarcazioni.


Migliora soprattutto l’export delle imbarcazioni (+173%) e degli oli essenziali (+18%). Nonostante la relativa crescita delle esportazioni, si evidenzia la significativa diminuzione delle vendite ai paesi dell’UE, che continua comunque ad essere la principale destinazione di prodotti isolani. D’altra parte, le esportazioni verso Asia, America Settentrionale e Centrale sono salite oltre il 20%.

Quanto alle importazioni, le Canarie comprano all’estero prevalentemente automobili, macchine e apparati meccanici, pesci, carni, prodotti lattieri, apparati e materiale elettrico, carta, abbigliamento e cereali. Tutti questi articoli sono diminuiti nel 2012 a causa della crisi, in particolare il mercato dell’auto (-31%) e dei materiali elettrici (-19%).