La suora e il pirata

Per onorare la recente Pasqua questo mese ci occupiamo di un tema più religioso e cattolico raccontando la storia della suora e del pirata, in particolare di una persona buona e in grado di compiere azioni prodigiose.

Vi parleremo di María de Leòn Delgado (conosciuta come “La Serva”) nata nel Sauzal, zona nord di Tenerife, il giorno 3 marzo del 1643 e diventata suora a 25 anni nel febbraio del 1668 nel convento di La Laguna dove l’anno seguente prende i voti cambiando il suo nome in suora Maria di Jesù.

Trascorse 63 anni nel convento senza mai uscire fino al 15 febbraio del 1731, giorno in cui lasciò questa terra.

Durante il periodo di vita monastica divenne amica e consulente spirituale del pirata/commerciante Amaro Pargo, che arrivò al punto di non intraprendere nessun viaggio senza prima chiedere consiglio alla suora in cambio di donarle parte dei bottino.

La leggenda narra che un giorno, mentre il pirata si trovava a Cuba, un individuo avesse cercato di ucciderlo con una daga, ma giusto nel momento in cui stava librando il fendente mortale, improvvisamente apparve la figura di Maria ed impedì l’uccisione del protetto. Questo evento è stato classificato come un caso di bilocazione ovvero la capacità di essere in 2 posti diversi contemporaneamente.

Va detto però che Pargo non fu aiutato dalla monaca solo in quella occasione in quanto, dalle narrazioni del pirata stesso, si evince che durante un viaggio di ritorno a casa la nave del pirata fu sorpresa da una tremenda tempesta, da cui era impossibile uscire illesi, ma Amaro ricordò di avere un oggetto appartenente all’amica monaca e lo gettò nel mare implorando il suo intervento. Nel momento in cui l’oggetto toccò l’acqua la tempesta si dileguò permettendo alla nave arrivare sana e salva a Puerto de la Cruz, e secondo le testimonianze della ciurma apparve la figura della suora sul ponte della nave e parlò brevemente con l’amico capitano prima di scomparire così come era apparsa.


Oltre a questo evento straordinario, vari testi dell’epoca raccontano che dal suo viso si sprigionava una certa luminosità durante i frequenti episodi di estasi in cui entrava durante la preghiera, fatto che la accomuna a molti altri personaggi oggi beatificati.

Nei testi del convento risalenti all’epoca viene riportato anche un evento miracoloso nel quale una medaglia di acciaio raffigurante “Nuestra Señora de la Soledad” appartenente a Maria si ruppe, ma inspiegabilmente il giorno successivo lo trovarono completamente riparato senza nessun segno dell’incidente.

Vi sono anche testimonianze di eventi più strani dove, durante le preghiere nel convento, arrivava a tali livelli di estasi e raccoglimento da produrre fenomeni di levitazione, confermato da diverse suore presenti al momento degli eventi.

Fu protagonista durante gli anni di vari episodi di premonizione e si racconta che dopo uno strano sogno le fossero apparse delle stigmate nel costato.

Gli eventi prodigiosi non finirono neppure con la sua morte, perché secondo i testi medici la suora morì alla fine di un periodo di estasi estrema durato 3 giorni e, pur essendo dichiarata morta, il suo cuore continuò a battere ancora per 24 ore, e facendo delle incisioni nel braccio fuoriusciva un liquido formato da sangue e una sorta di olio essenziale che emanava un forte odore di gelsomino.

Dopo 3 anni dalla sepoltura venne riesumata e, a sorpresa di tutti, il corpo era incorrotto e la carne era ancora morbida, senza nessun segno di macerazione, per questa ragione oggi è conservata nel monastero dove passò tutta la  vita in una teca d’oro donata dall’amico pirata, e oggi dopo 282 anni è ancora possibile osservarla una volta all’anno quando le porte del convento si aprono ai fedeli.

Nel 1992 inizia il processo di beatificazione e al momento vi sono 7 casi in studio da parte della chiesa di eventi miracolosi provocati dalla piccola monaca incorrotta nata su un’isola semideserta e diventata famosa a livello internazionale.

Se valutiamo tutti questi eventi la suora poteva volare, placare tempeste, trovarsi in 2 posti contemporaneamente, muovere oggetti senza toccarli (Telecinesi), auto riparazione di oggetti ed emettere luce dal viso oltre ad aumentare la temperatura corporale, caratteristiche degne più di un supereroe della Marvel che di una semplice suora in un isolotto nell’oceano.