RINASCE LA MAISON ELSA SCHIAPPARELLI

Una delle maison più celebri al mondo ha riaperto i battenti grazie a Diego della Valle. Rivede la luce questo storico marchio, con un lussuoso atelier a Parigi, in Place Vendome, a due passi dall’Hotel Ritz.

Ma chi è questa stilista?

Elsa Schiapparelli. Nasce nel 1890 a Palazzo Corsini, da una nota famiglia di aristocratici intellettuali piemontesi. Anche se dalla stragrande maggioranza del pubblico è pressochè sconosciuta, viene considerata, assieme a Coco Chanel, una delle più influenti figure del mondo della moda del XX° secolo.

Chiamata dai più, la “SCHIAP” per la pronuncia difficile del suo cognome, abbandona il suo sogno di diventare un’attrice, non consono alla sua aristocratica provenienza, per approdare per caso alla moda.

Sbarca a Parigi e per il suo amore per l’arte frequenta artisti d’avanguardia dadaista come Marcel Duchamp, e Man Ray, che coinvolgerà nella progettazione delle sue collezioni.

La sua ascesa alla moda ha inizio con la maglia fatta a mano ai ferri, mescolando in quegli anni 20 le sue idee avanguardistiche di ispirazione cubista e africana. E’ subito un successo!!! Le sue maglie vengono desiderate da una flotta di donne vogliose di novità e seduzione.


Allarga subito le sue collezioni, aggiungendo il tessuto: nascono abiti con stampe di ritagli di giornale, con enormi stampe di aragoste surrealistiche, animali e soli giganteschi.

La Schiapparelli fu considerata l’antagonista di Coco Chanel nel mondo della moda francese, anche se i loro due stili erano diametralmente opposti: semplice e lineare quello di Coco, ricco, eccentrico e fantasioso quello della Schiapparelli. Ma tutte e due avevano un punto d’arrivo, liberare la donna dagli abiti impalcatura e rendere comoda la loro vita.

La Schiap capì subito che il futuro sarebbe stato nella moda pronta, offerta in taglie standard e fabbricate in serie, mentre in quegli anni gli abiti venivano confezionati dai grandi Sarti su misura ma a costi esorbitanti.

Tante furono le sue idee che sbalordirono il mondo in quegli anni: abiti in vetro, impermeabili da sera, mantelle color rosa Shocking (colore inventato da lei), abiti con aforismi di Jean Cocteau.

Salvador Dalì la ispirò nel suo abito cassettiera, dove le tasche erano minuscole cassettine, oppure nel suo famoso cappello scarpa.

Con la sua collaborazione esordisce con un abito da sera strappato, anticipando di 50 anni la moda Punk.

Anche i nomi delle sue collezioni rispecchiano la sua personalità: Fermati, Guarda e Ascolta, Farfalle, Strumenti Musicali, Circus….

Era originale in tutto, anche i suoi accessori non potevano passare inosservati: cappelli a forma di cervello umano, guanti con unghie lunghe, bracciali ed orecchini in plexiglass.

Bottoni gioiello a forma di bocca, di labbra o di caramelle; cinture con mani in plastica, imbottite e con lacca rossa alle unghie.

Le nuove idee della Schiap s’imposero nella grande Parigi, capitale della moda, attraverso un canale che ormai stava diventando normale per la diffusione della moda: quello delle attrici e dei personaggi da rotocalco.

Lei stessa propagandò i suoi modelli a party e serate mondane, facendo parlare di sé giornali e salotti mondani, indossando quei capi che, essendo troppo provocatori e stravaganti, nemmeno le sue più eccentriche clienti avevano il coraggio di sperimentare.

Le sue origini aristocratiche e le sue amicizie all’interno del mondo degli artisti internazionali, le permisero di essere accettata, alla pari, dalla società del lusso.

Gli abiti dovevano proteggere la donna dai contrattacchi del maschio, che si sentiva spodestato dalla sua predominanza e dominazione, di cui stava invadendo il territorio.

Nella battaglia dei sessi, la sua moda rifletteva una nuova rivoluzione sociale, le donne s’affacciano al mondo del lavoro e cominciano a saccheggiare il guardaroba maschile: ecco che appaiono giacche da fantino e cravatte, uniformi da ferroviere e pantaloni.

Questo nuovo modo di vestire, appropriandosi di capi maschili, insaporito con tagli corti di capelli, costruiscono una divisa adatta all’emancipazione femminile, liberando il corpo delle donne da costrizioni e donandole confort.

La Schiap però va oltre, dona al corpo delle donne libertà permettendo però attraverso decorazioni e forme di trasmettere la ricchezza del proprio mondo interiore.

Possedeva una fantasia sfrenata, che la portò a sperimentare materiali innovativi e mescolanze inusuali.

Fu la prima a inserire il TOTAL LOOK nelle sue collezioni: un outfit completamente coordinato e armonizzato dalle scarpe al gioiello al cappello, tutto in sintonia con il mood Schiapparelli.

Lancia molti giovani talenti nelle passerelle francesi, del calibro di Givenchy e Pierre Cardin, ma nel 1954 è costretta a soccombere al mutare delle mode ed è costretta a chiudere la sua storica maison per fallimento.

Odia con tutta sé stessa gli anni 60, e soprattutto gli anni 70, però portava i jeans: li trovava la migliore invenzione del secolo.

Si ritira poi dalle scene mondane fino al giorno della sua morte avvenuta a Parigi nel 1973.